Acidi grassi a catena corta

Acidi grassi a catena corta News e curiosità
Gli acidi grassi a catena corta, definiti in lingua inglese short chain fatty acid (SCFA), appartengono alla famiglia degli acidi grassi saturi, ma la loro catena linfatica contiene meno di sei atomi di carbonio.

 

Gli acidi grassi a catena corta

Quali sono gli acidi grassi a catena corta? Ritroviamo i tre più importanti come l’acido proprionico, acido butirrico, acido acetico, ma in questa categoria rientrano anche l’acido isobutirrico, acido lattico, acido succinico, acido valerico, acido caproico ed acido isovalerico. Solitamente però sono principalmente i tre ad appartenere alla categoria degli acidi grassi a catena corta. Bisogna dire che questi tipi di acidi grassi a catena corta sono solubili, a dispetto invece dei classici lipidi. Questa solubità degli acidi grassi a catena corta è dovuta principalmente alla presenza alquanto inferiore di atomi di carbonio. Dove sono presenti questi acidi grassi a catena corta e quali possono essere i benefici per l’organismo umano?

 

Benefici per l’organismo umano

Questi sono generalmente prodotti durante il processo di fermentazione delle fibre che avviene da parte dei batteri all’interno del colon. E’ principalmente il butirrato che garantisce la maggior fonte energetica per le cellule del colon. Proprio per questo gli acidi grassi a catena corta costituiscono un importante elemento per la salute dell’intestino umano. Attraverso una dieta ricca di fibre, grazie proprio al lavoro che gli acidi grassi a catena corta compiono stimolando le cellule sane, si può prevenire il classico cancro all’intestino, sempre più diffuso negli ultimi anni. Il compito degli acidi grassi a catena corta è proprio quello di stimolare la flora batterica simbionte contrastando i batteri patogeni. In questo modo si contribuisce a migliorare la condizione di salute dell’intestino, curando anche malattie come la diarrea, il morbo di Crohn e la colite ulcerosa.

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