Cura sclerosi multipla: parte a maggio la sperimentazione del metodo Zamboni

Cura sclerosi multipla: parte a maggio la sperimentazione del metodo Zamboni Malattie Medicina

Dopo il clamore sollevato da alcune trasmissioni televisive sul cosiddetto metodo Zamboni, che potrebbe rappresentare la soluzione nella cura sclerosi multipla, è arrivata in questi giorni la notizia che a maggio prenderà il via la sperimentazione. E’ infatti arrivato finalmente il via libera alla sperimentazione del progetto “Brave Dreams” in Emilia Romagna i cui costi, per un totale di 2 milioni e 742mila euro, verranno sostenuti della Regione Emilia Romagna.

 

Obiettivo della sperimentazione sarà quello di verificare le relazioni tra l’insufficienza venosa cerebro-spinale cronica (Ccsvi) e la sclerosi multipla, oltre che verificare l’attendibilità delle ricerche del professor Zamboni. Secondo quest’ultimo, infatti, esisterebbe una forte correlazione tra queste due patologie e, quindi, la cura alla sclerosi multipla potrebbe essere rappresentata da un intervento di riapertura delle vene giugulari che, nella maggior parte dei pazienti affetti da sclerosi multipla, risultano occluse.

 

Secondo il Prof. Zamboni, quindi, curare la Ccsvi potrebbe apportare enormi vantaggi ai malati di sclerosi multipla, teoria che per il momento non è ancora supportata da evidenze scientifiche; di qui il bisogno della sperimentazione.

La sperimentazione andrà ad interessare un campione di 685 pazienti affetti da sclerosi multipla di età compresa tra i 18 e i 65 anni ed affetti da diverse forme di sclerosi multipla; recidivante remittente o secondariamente progressiva. La sperimentazione sarà condotta in una ventina di centri e dei pazienti selezionati per la sperimentazione, due terzi saranno sottoposti sia al trattamento diagnostico (flebografia) sia all’angioplastica, mentre il restante terzo subirà solo la flebografia e quindi non sarà operato.

 

Il progetto di sperimentazione si svilupperà per fasi: prima si selezioneranno i pazienti, successivamente si procederà con una programmazione degli interventi di angioplastica venosa al fine di eliminare le ostruzioni delle vene extracraniche. Sullo svolgimento dell’intera fase di sperimentazione vigilerà la commissione multidisciplinare della Regione Emilia, primo istituto in Italia ad appoggiare la sperimentazione.

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