Rafano: proprietà, controindicazioni e metodi d’uso

Rafano: proprietà, controindicazioni e metodi d'uso Proprietà degli alimenti   Il rafano nero è una pianta non ancora molto famosa, ma al tempo stesso molto benefica per la nostra salute. Il fatto che sia tanto utile e naturale la sta rendendo via via più famosa, e infatti, oggi giorno, rispetto magari a qualche tempo fa, la si riesce a trovare senz’altro con maggiore facilità (con Internet, poi…).

Si tratta di una pianta che viene utilizzata tanto in ambito alimentare quanto in ambito fitoterapico, poiché si ritiene sia in grado di stimolare la digestione e la secrezione della bile, e quindi di favorire l’eliminazione dei gas intestinali. E’ quindi ottima per tutti coloro che soffrono abitualmente, o anche solo occasionalmente, di problemi intestinali. Ma non è tutto, perché il rafano viene impiegato anche per stimolare la diuresi, per curare le infezioni del tratto urinario e per curare reumatismi e tanti altri fastidi, pertanto parliamo di un alleato naturale capace di esserci di aiuto sotto diversi punti di vista!

Come si usa allora il rafano? Di questa pianta si utilizza la radice, che si presenta bianca e succosa. Quando la radice è ancora fresca la si è soliti tagliuzzare o ancor meglio grattugiare, perché è in questa fase che sprigiona il meglio delle sue proprietà benefiche e anche del suo sapore. In pratica la radice del rafano tagliata a pezzi o grattugiata può essere utilizzata per insaporire i piatti, a cui darà una nota piccante. Alcuni però ne utilizzano anche il succo: con il succo del rafano si può dar vita a una specie di salsa, sempre piccante, che nell’ambiente culinario si è soliti riconoscere come “cren”.

Dopo aver appurato che è un ottimo stimolante gastrico, un ottimo integratore di vitamina C, un facilitatore della digestione e un alleato concreto e naturale per rimediare a malattie biliari, raffreddore, bronchiti e dolori, forse sarebbe il caso di parlare anche di controindicazioni.

Va detto infatti che pur trattandosi di una pianta, e quindi di un agente al 100% naturale, non si può certo pensare che non vi siano controindicazioni (anche in natura d’altronde esistono delle insidie!) Ebbene, la radice del rafano può provocare lacrimazione proprio per via del suo forte aroma piccante; inoltre si ritiene che un’esposizione reiterata a questa pianta possa provocare cefalea, tosse e spossatezza, ossia sintomi che normalmente saremmo soliti associare a uno stato febbrile. E occhio a non abusarne, perché ingerire troppo rafano significa anche andare incontro ad irritazioni gastriche ed enteriche.

Share