Sintomi e terapie del carcinoma prostatico

Sintomi e terapie del carcinoma prostatico Malattie

Che cos’è il carcinoma prostatico

Il carcinoma prostatico fa riferimento a una serie di neoplasie maligne che intervengono all’altezza delle cellule interne alla prostata (ragion per cui, del resto, esso è anche chiamato adenocarcinoma).

Tale malattia fa la sua comparsa generalmente dopo i 45 anni (per la precisione, sono soprattutto gli ultra cinquantenni ad essere interessati) e viene classificato in base alla sua gravità e al modo in cui è avanzato nell’organismo in cui è stato diagnosticato.

A tal proposito, il grado di Gleason è un valore che indica la differenza che c’è tra una ghiandola tumorale e una ghiandola sana. Ovviamente, è facile immaginare che se il grado di Gleason è inferiore a 6 il carcinoma prostatico presenta un rischio contenuto, mentre se è superiore a 8 la situazione è decisamente più seria e comporta il rischio di metastasi. Al grado di Gleason, ovviamente, si aggiungono altri parametri in grado di definire la presenza di linfonodi intaccati e/o metastasi provocate dal carcinoma prostatico (fonte: airc.it).

I sintomi del carcinoma prostatico

Se le cause del carcinoma prostatico sono tuttora sconosciute (alla sua insorgenza possono concorrere l’età, lo stile di vita, le abitudini alimentari, la razza e così via…), i sintomi possono essere inquadrati abbastanza facilmente.

Nonostante esso sia pressoché asintomatico nelle prime fasi della sua esistenza, ad allarmare il medico sulla presenza di un eventuale carcinoma prostatico sono i problemi nella minzione, il frequente stimolo a urinare, eventuali sanguinamenti e il dolore nell’espletazione del proprio bisogno.

Il medico, ovviamente, saprà indirizzare il paziente verso quelli che sono gli esami specifici e i test diagnostici più appropriati. Infatti, in caso si sospetti un carcinoma prostatico, potrebbero essere consigliati la misurazione del PSA ed, eventualmente, una biopsia comprensiva di esame istologico (effettuata in day hospital con anestesia locale). Infine, per valutare la gravità del carcinoma prostatico, si ricorrerà ad ecografie, radiografie e/o scintigrafie.

Le terapie per il carcinoma prostatico

In base alla gravità del carcinoma prostatico o ad alcune caratteristiche specifiche del paziente quali ad esempio l’età, si può ricorrere o meno all’asportazione chirurgica del tumore.

Nel caso in cui l’intervento chirurgico non venga attuato, si provvederà a un controllo continuo e scrupoloso e si provvederà alla somministrazione di farmaci specifici.

L’asportazione del carcinoma prostatico, invece, presenta la condizione che il tumore non si sia esteso oltre la prostata e prevede la rimozione completa della ghiandola e dei linfonodi vicini.

Tra i trattamenti possibili, invece, figurano la radioterapia a fasci esterni e la brachiterapia: ad essi si riccore generalmente per tumori non molto gravi.

tra le fonti: www.airc.it

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