Biochetasi: posologia e quando assumerlo

Redazione

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Biochetasi: posologia e quando assumerlo Farmaco

Biochetasi è probabilmente il farmaco più noto per quel che riguarda il trattamento di nausea (in particolar modo per quella gravidica), iperacidità, stati chetonemici, difficoltà digestive e stati da insufficienza epatica. Si presenta sia in granulato effervescente sia sotto forma di compresse effervescenti così da poter essere assunto a seconda delle modalità più congeniali al paziente, ma indipendentemente da ciò vi sono dei fattori di cui occorre tener conto prima di avventurarsi nell’utilizzo di questo medicinale.

Biochetasi: modalità d’uso, posologia e controindicazioni

Il farmaco va assunto per un periodo non prolungato di tempo, tanto è vero che dinanzi a sintomi destinati a non diminuire nonostante il trattamento con Biochetasi, la cosa migliore da farsi è sicuramente quella di rivolgersi al proprio medico curante. Ma al di là di ciò, come regolarsi con la posologia? La migliore modalità d’uso per garantirsi gli effetti del medicinale ma al tempo stesso mettersi al riparo da eventuali effetti indesiderati, è quella che vede l’utilizzo di 2 bustine o di 2 compresse effervescenti per un numero massimo di 3 volte al giorno; per i bambini però, le cose cambiano ed è pertanto preferibile far assumere loro una dose dimezzata (vale a dire 1 bustina o 1 compressa sempre per un numero massimo di 3 volte al dì). Dal momento in cui parliamo di bustine e compresse effervescenti, Biochetasi va dapprima sciolto in mezzo bicchiere d’acqua ed essere ingerito appena dopo qualche secondo.

Per quel che riguarda le controindicazioni, Biochetasi non deve essere usato da quelle persone che mostrano ipersensibilità verso gli ingredienti del farmaco, mentre totalmente innocua è la sua azione nei confronti di donne in gravidanza o in fase di allattamento. Proprio per non correre il rischio di ipersensibilità nei confronti dei suoi elementi, vediamo di dare una rapida occhiata alla composizione di Biochetasi: all’interno di questo medicinale troviamo sodio citrato, potassio citrato, tiamina difosfato, riboflavina monofosfato monosodico, vitamina B6 cloridrato e acido citrico. Pochissime controindicazioni in sostanza, mentre per quanto attiene gli effetti collaterali si può pure stare tranquilli poiché a parte il rischio di ipersensibilità ai suoi principi attivi, non sono state segnalate ulteriori risposte collaterali in seguito all’uso del farmaco.

Biochetasi: i casi in cui vi si ricorre più spesso

Abbiamo visto che sono diversi i fronti nell’ambito dei quali Biochetasi intende apportare i suoi benefici, ma in realtà la sfera d’azione di questo farmaco si riduce essenzialmente a tre grandi necessità: il trattamento dell’indigestione, quello dell’iperacidità e quello della nausea.

  • Indigestione – Condizione che coinvolge moltissime persone, la cattiva digestione è spesso causata da una alimentazione che vede nel consumo di pietanze troppo grasse, di alcolici e caffeina le sue basi più frequenti. Ma non sempre è necessario aver mangiato roba poco sana per potersi dire a rischio indigestione, poiché anche il solo introdurre degli alimenti nuovi rispetto alle proprie abitudini può essere fattore di rischio; così come mangiare in maniera non poi così insana, ma farlo con dosi eccessivamente abbondanti (e magari anche ad orari un po’ fuori dalla norma) rappresenta un elemento a cui faremmo bene a prestare i dovuti accorgimenti! Ci sono però casi in cui la cattiva digestione, da fenomeno sporadico, possa iniziare a presentarsi un po’ troppo di frequente: in questa ipotesi è necessario indagare sulle origini di questo disturbo e cercare di risolvere a monte le cause stesse del problema.Riconoscere quando si è in uno stato di cattiva digestione è peraltro molto facile: generalmente questo fenomeno ha luogo quando la persona sente di essere sazia già durante il pasto, quando avverte sensazioni di gonfiore, pesantezza, bruciore di stomaco e acidità appena dopo aver consumato il pasto.
  • Iperacidità – In questo caso, invece, abbiamo a che fare con una condizione patologica che viene provocata da una produzione fuori misura di acido cloridico da parte delle ghiandole gastriche. In questo stato, la persona affetta da iperacidità non vede nel muco gastrico quel normale alleato che dovrebbe essere deputato a far da barriera nei confronti dei “malfunzionamenti” dello stomaco. L’iperacidità può essere momentanea, ma non è escluso che in taluni casi possa apparire cronica e dar vita come di conseguenza a problemi un po’ più seri quali la gastrite e l’ulcera gastroduodenale. Tra le principali cause che possono essere all’origine di iperacidità troviamo un utilizzo cronico di sostanze irritanti (come alcol, spezie e fumo), delle irritazioni comparse in seguito alla contrazione di infezioni batteriche, delle irritazioni causate da virus, delle alterazioni della mucosa gastrica o della sindrome di Zollinger-Ellison. Anche una dieta alimentare ben equilibrata nel rapporto tra cibi acidi e cibi alcalini può non solo curare, ma altresì prevenire l’iperacidità: a tal proposito il consiglio è quello di informarsi bene su quali cibi siano alcalinizzanti e quali siano invece considerati favorevoli all’acidificazione procedendo dunque a prediligere i primi a sfavore dei secondi.Anche l’iperacidità, proprio come l’indigestione, non è affatto difficile da riconoscere. La sintomatologia più comune si basa fondamentalmente su tre caratteristiche: dolore diffuso in sede epigastrica (quella prossima allo stomaco), eruttazioni acide, nausea e vomito di materiale acido.
  • Nausea (e nausea gravidica) – Quest’ultimo fronte non ha particolare bisogno di presentazioni. Nausea e conati di vomito sono condizioni talmente frequenti da risultar noti alla gran parte di noi: del resto sono sintomi che possono essere causati da una miriade di fattori tra cui, guarda caso, la gravidanza stessa. Per questa ragione Biochetasi viene di gran lunga utilizzato da quelle donne che, trovandosi in gravidanza, sono per forza di cose soggette alla comparsa di nausea (e vomito, in alcuni casi). Ma indipendentemente dal fatto che si sia in dolce attesa o che si viva una condizione di vita “normale”, è importante vedere in questo farmaco un valido aiuto dinanzi a questa particolare sfera di esigenze!

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