Trapianto della Cornea: tutto ciò che bisogna sapere

corneaIl trapianto della cornea è un’operazione chirurgica eseguita da uno specialista nel campo dell’oculistica finalizzata alla rimozione di una parte della cornea. Si tratta di una procedura obbligata per chi vuole sostituire la vecchia cornea con una parte nuova e funzionante, parte che può provenire tanto da un donatore quanto essere stata lavorata sinteticamente. Questo intervento viene altrimenti rinominato come trapianto corneale o cheratoplastica, ma indipendentemente da come lo si preferisca inquadrare, alla fin fine l’obiettivo ultimo di questo trapianto è uno soltanto: restituire al soggetto interessato una cornea funzionante, liberandolo di quella vecchia che a causa di una cicatrice o di una malattia non permetteva più alla luce di raggiungere le zone interne dell’occhio.

Perchè è importante avere una cornea sana

La cornea è molto semplicemente quella parte trasparente che ricopre i nostri occhi. Prima di arrivare al cristallino, ossia alla lente che si trova nella parte interna degli occhi, la luce passa prima attraverso la cornea ed è proprio per questo che parliamo di un aspetto molto importante per la salute della nostra vista: senza una cornea funzionante la luce non avrebbe modo di filtrare in modo appropriato e ci impedirebbe di vedere quel che siamo in grado di vedere. Per una visione perfetta la membrana deve infatti essere trasparente, ma può accadere che si verifichino alcune condizioni che possono danneggiarla come ad esempio cicatrici provocate da traumi o infezioni, malattie o distrofie genetiche come la distrofia di Fuchs e la distrofia Lattice, e malattie rare degenerative che deformano e assottigliano la cornea come nel caso del cheratocono.

Trapianto di cornea: i due principali metodi di intervento

Per restituire alla persona una membrana funzionante ad oggi esistono due principali tipologie di trapianto di cornea. Il primo è il cosiddetto trapianto “a tutto spessore” (altrimenti detto “cheratoplastica perforante”) che chiama in causa una procedura in cui vengono trapiantati tutti gli strati della cornea del donatore; in alternativa esiste il trapianto lamellare, una procedura nell’ambito della quale il chirurgo sostituisce solo alcuni precisi strati della cornea (come ad esempio lo strato più profondo o magari quelli più superficiali).

A seconda dei casi può essere necessario ricorrere al trapianto perforante o a quello lamellare, ma in linea di massima si può dire che il primo è adatto a casi più seri e gravi, mentre il secondo viene preso in carico dinanzi a casi in cui la malattia è ancora limitata soltanto a una parte della cornea.

Gli esperti assicurano che un trapianto “a tutto spessore” tende ad avere una maggior percentuale di successo sul lungo termine. Secondo i dati a nostra disposizione risulta infatti che una nuova cornea abbia una durata di almeno 10 anni nell’89% delle persone affette da cheratocono, nel 73% dei pazienti con distrofia di Fuchs e nel 60-70% delle persone con cicatrici alla cornea.

Trapianto di cornea: le complicanze post-intervento

Le complicazioni che possono verificarsi nella fase di post-trapianto variano molto a seconda degli specifici casi, anche se sono sicuramente meno probabili e serie rispetto a molti altri interventi. La cornea è infatti un elemento quasi privilegiato dal punto di vista immunitario, poiché in primo luogo non necessita per forza di cose di una corrispondenza tra donatore e ricevente, e anche perchè i colliri concentrati con steroidi sono ormai in grado di proteggere contro il rigetto allontanando la possibilità che il paziente debba assumere farmaci a tale scopo. L’intolleranza nei casi di trapianto corneale è pertanto limitata a meno del 20% dei casi totali.

Pur in una piccola percentuale di interventi, dunque, non si escludono casi di cicatrici, di formazione di cataratte e di distacco della retina, di fuoriuscita di liquido dall’incisione effettuata in fase di trapianto, di problemi generici alla vista e di emorragia e infezioni (sebbene queste due ultime possibilità siano ormai assimilabili allo spettro delle complicazioni più rare). I trapianti “a tutto spessore”, inoltre, possono dare come conseguenza fenomeni di astigmatismo, miopia e ipermetropia, rendendo necessario l’utilizzo di lenti a contatto o di lenti piuttosto spesse.

Al di là di tutto ciò, però, il trapianto della cornea è un intervento che può seriamente migliorare la vita della persona che vi si sottopone, anche se la ripresa della vista è inevitabilmente lenta e come tale richiede un po’ di sana pazienza. Se tuttavia il paziente dovesse notare una irritazione o una forte diminuzione della vista per più di sei ore nell’arco di una giornata, il consiglio è quello di rivolgersi al proprio medico affinché possa prevenire o curare quello che potrebbe essere il sintomo di un rigetto (che può anche avvenire a distanza di anni dal trapianto).

Share