Quali ingredienti evitare nelle protezioni solari

Quali ingredienti evitare nelle protezioni solari Benessere

Ci sono sostanze chimiche contenute nelle protezioni solari potenzialmente rischiose per gli esseri umani. E pensare che più di un ventennio fa, quando ancora non era stato scoperto che il sole nuoceva alla pelle, le persone restano ore e ore sotto il sole senza preoccuparsi troppo. I primi tempi, venivano utilizzando tantissimo creme protettive al cocco. Oggi, invece, vengono utilizzati prodotti con elementi chimici dannosi per la salute umana. Quindi, cosa dovrebbe fare una persona che vuole stare sotto il sole?

Per fortuna, ci sono enti che presentano annualmente un rapporto completo sullo stato dei prodotti per la protezione solare, in cui sono elencati i dati di circa 650 filtri solari per uso sportivo o sulla spiaggia, 250 idratanti SPF e 115 prodotti per le labbra, ognuno valutato per sicurezza ed efficacia.

Anche se questo lavoro è di enorme aiuto, non è molto pratico consultare un database del genere mentre una persona si trova in un negozio ad acquistare una protezione solare.

Per arrivare a queste valutazioni, i ricercatori hanno esaminato gli ingredienti principali utilizzati nelle creme solari ed si sono chiesti:

  • La sostanza chimica penetrerà nella pelle e raggiungerà i tessuti viventi?
  • Interferirà col sistema ormonale?
  • Può influenzare il sistema riproduttivo e tiroideo e, nel caso di esposizione fetale o infantile, alterare in modo permanente lo sviluppo o il comportamento riproduttivo?
  • Può causare allergia cutanea?
  • Cosa succede se viene inalato?
  • Altri problemi di tossicità?

Dopo avere fatto le prove in laboratorio, hanno stilato un elenco delle sostanze più dannose:

  • Oxybenzone.
  • Octinoxate (Octylmethoxycinnamate).
  • Homosalate.
  • Octisalate.
  • Octocrylene.

Nel frattempo, gli ingredienti che rientrano nella zona di sicurezza sono:

  • Diossido di titanio
  • Ossido di zinco
  • Avobenzone
  • Mexoryl SX

E poi c’è la barriera corallina

Poiché il progresso ama presentare ancora più complicazioni, non solo le nostre scelte hanno un impatto sulla nostra salute, ma anche su quelle del pianeta. Nel caso della protezione solare, si tratta in particolare delle barriere coralline, che non riescono ad eliminare le sostanze chimiche che si depositano nei loro delicati ecosistemi.

Gli esseri umani “offrono” ogni anno da 4.000 a 6.000 toms di protezione solare alle aree della barriera corallina, danneggiando pericolosamente queste “foreste pluviali del mare”. L’effetto è catastrofico per molte specie che si affidano alle barriere coralline.

Anche se non è stato dimostrato che la protezione solare è completamente “reef-friendly”, quelle con ossido di titanio o ossido di zinco, che sono ingredienti minerali naturali, non sono dannosi per i coralli. I filtri solari venduti per i bambini o per chi ha la pelle sensibile possono contenere questi composti delicati come ingredienti attivi.

Quindi, utilizzare filtri solari che contengono ossido di zinco o biossido di titanio ed evitare quelli che contengono oxybenzone, octocrilene, butilparabene e octinoxato. Infine, uno dei modi migliori per proteggersi dal sole è utilizzare vestiti, cappelli, occhiali da sole e ombrelloni.

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