Due nuovi farmaci per la prevenzione dell’emicrania

Due nuovi farmaci per la prevenzione dell'emicrania Farmaco

Due nuovi farmaci potrebbero alleviare un disturbo che rende spesso complicata la vita di molte persone: l’emicrania. Uno studio ha rivelato che queste nuove medicine riducono la frequenza degli attacchi senza causare effetti collaterali.

I farmaci attualmente più diffusi sono rivolti alla cura di emicranie causate da epilessia, ipertensione e depressione ed è risaputo che portano effetti collaterali quali stanchezza, sonnolenza e aumento dell’appetito. La peculiarità di questi farmaci è l’utilizzo di speciali anticorpi che smorzano quella parte del cervello che modula il dolore. Equivale più o meno ad una insonorizzazione al rumore. “Offrono il primo trattamento per l’emicrania che è effettivamente mirato al disturbo”, dice Peter Goadsby, autore di uno degli studi e professore di neurologia al King’s College di Londra.

L’idea è di mirare alla prevenzione di vari sintomi tra cui mal di testa, nausea e sensibilità alla luce e al suono. Uno degli autori dello studio, il prof. Silberstein, ha somministrato a più di 700 pazienti colpiti da frequenti emicranie un anticorpo chiamato fremanezumab tramite iniezioni mensile o trimestrali. Quasi la metà delle persone che hanno assunto il farmaco ha visto ridotti gli attacchi di emicrania, mentre in altre gli attacchi sono quasi svaniti.

In un altro studio, il dottor Goadsby ha somministrato un diverso anticorpo chiamato erenumab in pazienti che avevano fino a 14 emicranie mensili. Gli effetti benefici sono stati simili al fremanezumab con l’aggiunta della totale assenza di effetti collaterali.

La speranza è di dare un futuro a quelle tante persone che soffrono di questo disturbo spesso e volentieri limitante nello svolgimento delle attività quotidiani. “Spero di riuscire a dimostrare ai pazienti che questo non è un problema impossibile ma trattabile” ha dichiarato il dottor Goadsby.

Una eccezione a questo studio è stata mossa dal dottor Andrew Hershey, dirigente del centro emicranie del Cincinnati Children’s Hospital, il quale ha messo in evidenza che lo stesso effetto benefico è stato ottenuto col placebo, con un calo del 20% degli attacchi di emicrania nei pazienti trattati. La differenza tra i due casi di trattamento c’è anche se non di molto. “Questi composti sono piuttosto costosi” dice Hershey “e la loro produzione potrebbe costare svariate migliaia di dollari al mese. Tutto questo ci fa capire che il loro utilizzo sarà limitato e rivolto a quei pazienti che presentano un quadro clinico grave e che non sono stati aiutati da altri trattamenti di efficacia e costo minori”.

Si prevede che la Food and Drug Administration esaminerà efficacia e costo economico dei nuovi farmaci nei prossimi mesi. Uno o entrambi potrebbero essere commercializzati nel 2018.

Share