Caffeina e gravidanza: quale il reale legame?

Caffeina e gravidanza: quale il reale legame? Dieta

Il rapporto che passa tra la caffeina e la gravidanza è annoso: sull’opportunità di sorseggiare caffeina durante la dolce attesa c’è una sorta di disputa tra coloro i quali affermano non ci siano effetti negativi e quelli che invece sono soliti consigliare il divieto di questa sostanza. Ma quale tra le due fazioni ha anche solo una briciola di ragione in più rispetto all’altra?

Prima di addentrarci nel vivo della questione ci corre l’obbligo ricordare che ogni qualvolta parliamo di caffeina non facciamo riferimento al solo e semplice caffè. La caffeina è infatti un principio attivo che sicuramente caratterizza la bevanda del caffè, ma che in realtà è presente anche in tante altre realtà alimentari: in una tazza di caffè espresso troviamo ad esempio tra i 60 e gli 80 mg di sostanza, nel caffè decaffeinato invece si scende tra i 2 e i 5 mg.

Ma la caffeina è presente anche nel tè nero laddove su 240 ml di bevanda vi è presente per una quantità compresa tra i 40 e i 120 mg, e poi ancora: 300 ml di tè in lattina contengono fino a 30 mg di principio attivo, una lattina di coca cola o pepsi presenta circa 40 mg di caffeina, una lattina di Red Bull ne conta invece 80 mg, 43 grammi di cioccolato al latte contengono 9 mg di caffeina e per finire 41 mg di cioccolato extrafondente misura ben 31 mg di sostanza.

Ciò è bene ribadirlo perchè d’ora in avanti quando faremo cenno della caffeina e del legame che v’è tra questa e la gravidanza, lo faremo in riferimento al principio attivo e non tanto alla mera tazza di caffè! Di conseguenza care neomamme, occhio sì al caffè, ma più in generale a questi e agli altri elementi che vedono nella caffeina uno dei loro maggiori principi attivi.

Assumere caffeina in gravidanza: ci sono rischi oppure no?

Come al solito la ragione sta nel mezzo anche se in questo caso, probabilmente, propende leggermente di più verso la parte di coloro i quali ne sconsigliano il consumo. Tanto per cominciare è bene chiarire che la caffeina non andrebbe necessariamente abolita in toto, ma quanto meno ridotta rispetto a quella che si sarebbe soliti consigliare normalmente. Ma per quale motivo questo cambio di rotta? O meglio, quali sono gli effetti negativi che tale sostanza può riverberare durante una gravidanza?

La caffeina è uno stimolante che in quanto tale aumenta sia la pressione sanguigna sia la frequenza cardiaca, valori che andrebbero tenuti sotto stretto controllo in special modo da parte di una donna in dolce attesa. L’effetto stimolante, poi, non fa che infastidire un corretto riposo tanto della mamma quanto del nascituro: d’altronde non rappresenta mica un mistero che un sostenuto consumo di caffè aumenti l’adrenalina, riduca la sonnolenza e infastidisca il riposo.

Ma la caffeina aumenta altresì la frequenza della minzione, fenomeno che alla lunga rischia di ridurre drasticamente il livello di liquidi che circolano nel corpo della donna (aprendo così le porte alla disidratazione).

Inoltre alcuni studi hanno dimostrato che la caffeina aumenta le probabilità di causare difetti della nascita, come ad esempio l’insorgenza di parti pre-maturi, una riduzione della fertilità e l’aumento delle probabilità che il bambino nasca con un peso troppo basso e con altri problemi di natura riproduttiva. Rischi simili si avvertono anche per la salute della mamma dal momento in cui è stata provata l’esistenza di un legame tra alti livelli di caffeina e gravidanza: infertilità, concepimento squilibrato e aumento di aborti spontanei sono fenomeni che riguardano per lo più le donne che consumano tra le tre e le cinque tazze di caffè al giorno.

Caffeina in gravidanza: guida al compromesso migliore

Alla luce di ciò quello che ci sentiamo di consigliare è di liberarsi della caffeina durante il periodo della gravidanza o quanto meno, se proprio non ne possiamo fare a meno, di limitarne fortemente il consumo per la salute di noi stesse ma anche del piccolo che nascerà.

Gli esperti su questo fronte si sono pronunciati già da tempo e neanche loro, a dire la verità, sono riusciti a fornire una risposta univoca: alcuni parlano di un effetto tanto negativo da consigliare il divieto di caffeina in gravidanza, altri invece sono un po’ meno drastici e si limitano a parlare di una semplice riduzione delle quantità.

Un consumo moderato di caffeina varia tra i 150 e i 300 mg al giorno (quindi al massimo tre tazze al dì), anche se per prudenza è bene fissarsi su una media i 150 mg giornalieri di sostanza che coincidono con poco più di una tazzina. E’ perciò chiaro che una neomamma che prende la decisione di allontanare in toto la caffeina dalla propria dieta alimentare, non può che compiere la scelta più giusta e prudente per la salute di sé stessa e del bambino.

Nel dubbio, in sostanza, molto meglio evitare!

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