Quando i farmaci antitumorali sono troppo costosi

Quando i farmaci antitumorali sono troppo costosi Farmaco

Aflibercept e Pertuzumab: due nuovi farmaci antitumorali concessi a pagamento

Che determinati farmaci antitumorali debbano essere acquistati a spese del paziente è un fatto certamente insolito. Eppure, quanto premesso, è ciò che sta accadendo in questi giorni all’Aflibercept di Sanofi Aventis e al Pertuzumab di Roche.

Ad esser chiari, il prezzo dei farmaci antitumorali qui menzionati non è pari a decine di euro, e neppure a centinaia. Il costo del primo, infatti, è pari a 6.000 euro iniziali e a 3.000 euro ogni 21 giorni circa, quello del secondo, invece, è quantificabile in ben 4.000 euro ogni 21 giorni circa.

Tornando alla notizia, sembrerebbe che i suddetti farmaci antitumorali siano stati inseriti nella fascia C, cioè quella che prevede che sia il paziente a pagare di tasca propria, piuttosto che nella fascia A.
A causa dei tagli alla spesa sanitaria, poi, sembrerebbe molto difficile trovare i medicinali nella fascia Cnn, ovvero quella che prevede l’acquisto da parte delle strutture ospedaliere.

La notizia è senza dubbio molto grave: Aflibercept e Pertuzumab sono infatti due farmaci antitumorali estremamente importanti se si considera che essi vengono impiegati contro il cancro alla mammella (il primo) e contro quello al colon retto (il secondo).

Il perché dei farmaci antitumorali a pagamento

Come avrete avuto modo di notare, i farmaci antitumorali costano tutt’altro che poco, e se ogni paziente dovesse assumere la responsabilità della spesa, curare patologie piuttosto gravi come il cancro diverrebbe certamente molto difficile (almeno per quanto riguarda la stragrande maggioranza dei malati).

Ma il motivo dei farmaci antitumorali a pagamento è presto spiegato: l’Agenzia Italiana del Farmaco non ha ancora contrattato il prezzo di Aflibercept e Pertuzumab, che nel frattempo, secondo quanto stabilito dal decreto Balduzzi per la disponibilità immediata dei medicinali, sono già entrati in commercio.

 

Come accade solitamente, infatti, tra l’approvazione Ema e la contrattazione Aifa passa sempre un po’ di tempo.

Se la vendita fosse partita a contrattazione già avvenuta, i due farmaci antitumorali sarebbero stati ovviamente inseriti da subito in fascia A e sul paziente non sarebbe ricaduto alcun onere. Non pochi, invece, saranno i mesi da attendere ancora prima che il rimborso per i suddetti farmaci antitumorali venga effettivamente definito.

Cosa accadrà per i due farmaci antitumorali a pagamento

Naturalmente, le intenzioni dell’ex ministro Balduzzi erano mosse dal desiderio di rendere le cure da subito disponibili (c’è da dire infatti che la negoziazione da parte dell’Aifa può durare anche sei mesi).

A breve, comunque, dovremmo ricevere aggiornamenti in merito ai due farmaci antitumorali a pagamento. Il Governo, infatti, sta vagliando la questione per trovare quanto prima una soluzione.

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