C’è una correlazione tra il virus dell’herpes e il morbo di Alzheimer?

C'è una correlazione tra il virus dell'herpes e il morbo di Alzheimer? Malattie News e curiosità

Nuovi prove mettono in correlazione alcuni virus dell’herpes con lo sviluppo dell’Alzheimer. Sam Gandy, uno degli autori di uno studio condotto presso l’Icahn School of Medicine del Mount Sinai, ha dichiarato: “Questa è una delle prove più convincenti che indica un contributo virale alla causa o alla progressione dell’Alzheimer”.

Lo studio condotto dal team del Mount Sinai ha scoperto che due ceppi di herpes, HHV-6A e HHV-7, erano due volte più abbondanti nei cervelli dei pazienti ammalati di Alzheimer rispetto a quelli a cui non era stato diagnosticato il morbo.

Il sequenziamento dell’RNA di oltre 600 campioni postmortem ha rivelato un complesso intreccio di virus e patologie nella diagnosi eterogenea dei casi di Alzheimer. Altri 800 campioni sono stati forniti allo studio dalla Mayo Clinic e dal Rush Alzheimer’s Disease Center. I ricercatori hanno rilevato che i due ceppi erano persistentemente elevati.

Un secondo documento ha esaminato le conseguenze di alcune delle infezioni virali al cervello. Attraverso alcune prove di laboratorio espletate sui topi, è stato rilevato che la misurazione dei depositi acceleranti delle proteine ​​beta-amiloide all’interno delle placche che si accumulano nel cervello era il segno distintivo del sopraggiungere della malattia.

I topi geneticamente ingegnerizzati hanno dimostrato che elevati livelli di amiloide hanno permesso una sopravvivenza più lunga dell’infezione da herpes direttamente nel cervello, e ha anche dimostrato che l’introduzione dell’infezione nel cervello dei giovani roditori ha innescato l’accumulo di placca beta-amiloide quasi immediatamente.

Questo particolare tipo di indagine non è certamente nuova. Due anni fa, 31 scienziati del Journal of Alzheimer’s Disease tracciò dei parallelismi tra i trigger della malattia cerebrale e quelli delle cause virali di alcuni tumori e batteri che causano ulcere allo stomaco.

All’epoca, Douglas Kell, uno degli scienziati dell’Università di Manchester, dichiarò: “Abbiamo prove incontrovertibili che l’Alzheimer ha una componente microbica dormiente, e che questo può essere risvegliato dalla disregolazione del ferro. Rimuoverlo rallenta o previene la degenerazione cognitiva. Non possiamo continuare a ignorare tutte queste prove”.

Allo stato attuale, le cause che scatenano il morbo, e che sembrano essere molte, non hanno portato i ricercatori ad una comprensione completa. La componente genetica che causa la malattia è minima e copre solo il 5% dei casi. Molto probabilmente sono implicati diversi fattori ambientali, tra cui un trauma cranico, l’obesità, il diabete, la pressione alta e il fumo.

Share