Cura ragadi anali

La cura ragadi anali può essere fastidiosa e complicata… esattamente come tale condizione. E, come tale scenario, può anche essere arricchito da condizioni piuttosto varie.

Appare evidente che, ad esempio, pur presentando tale disagio, molte persone si ritrovano a risolverlo in poco tempo senza doversi sottoporre a una cura delle ragadi anali di qualsiasi tipo. Si tratta però di casi di episodi piuttosto isolati, anche perché il più delle volte il fastidio generato dalle ragadi è discretamente insopportabile, tanto da ricorrere ai giusti provvedimenti medici.

Cosa sono le ragadi anali

Prima però di concentrarsi sulla cura ragadi anali è opportuno spiegare a fondo il problema fisico e, dunque, cosa sono le ragadi anali.

Sinteticamente, le ragadi analisi sono dei tagli, o piccole ulcere, che si formano nella zona dell’ano e tendono a manifestarsi maggiormente nelle persone anziane e quando subentrano problemi di stipsi o diarrea (e, dunque, in tutte quelle condizioni in cui vi sia un’alterazione della motilità intestinale).

Proprio durante l’evacuazione il dolore prodotto dalle ragadi anali aumenta, soprattutto se le feci sono molto dure, favorendo il classico sanguinamento.

In tal merito, è opportuno comprendere quale sia la cura più efficace per le ragadi anali, poiché solo in questo modo si potrà effettivamente notare un miglioramento del proprio benessere. Vediamo insieme le varie ipotesi di trattamento.

Rimedi ragadi anali

In primis, visto che la consistenza delle feci e la motilità intestinale dipende sostanzialmente da ciò che si mangia, è bene capire come la prima cura ragadi anali sia la necessità di optare per una sana e corretta alimentazione.

In altri termini, con l’alimentazione bisognerà cercare di aiutare l’intestino a ritrovare il suo equilibrio: a tal proposito, si consiglia di consumare molte fibre, evitando di contro i cibi meno salutari. Per quel che riguarda invece l’aspetto farmacologico, la cura ragadi anali si focalizza principalmente sull’uso della lidocaina, che aiuta a diminuire il dolore, sui semi di psillio – una sorta di lassativo, sulla nifedipina, sulla nitroglicerina, sulla tossina botulinica. Se non si noteranno miglioramenti, l’unica cura ragadi anali, rappresentativa di una sorta di ultima spiaggia per fronteggiare tale fastidio, risulta essere l’intervento chirurgico.

Emorroidi e ragadi anali

Come abbiamo già visto, e come dovrebbe essere chiaro a questo punto della trattazione, le ragadi anali sono un disturbo collegato alla defecazione, piccoli tagli che si formano in prossimità dell’ano a causa spesso di un’eccessiva dilatazione durante l’evacuazione, dovuta all’espulsione di fecalomi duri o particolarmente voluminosi. Le feci secche o voluminose possono quindi determinare, al momento delle scariche, lesioni nelle pieghe anali e fuoriuscita di sangue rosso vivo.

Ora, non solo la patologia è molto dolorosa, in quanto la zona anale è una delle aree del corpo maggiormente ricca di terminazioni nervose e dunque di sensibilità, ma in alcuni casi si associa a quello delle emorroidi.

Peraltro, a rendere spesso più complessa un’auto-diagnosi, vi è anche il fatto che alcuni confondono le ragadi con le emorroidi. In realtà, il dolore avvertito durante le scariche è molto più elevato, tanto da causare nell’individuo affetto da ragadi anali la cosiddetta “paura di defecare”.

In merito, bisogna prestare molta attenzione a questa ripercussione psicologica, in quanto può indurre una stipsi secondaria o aggravare quella già esistente, rendendo ancora più dolorose le successive evacuazioni.

Per ridurre il dolore durante la defecazione in presenza di ragadi anali è consigliabile assumere un ammorbidente per le feci, un prodotto che serve a ripristinare la normale consistenza delle feci e facilitare il corretto transito gastro-intestinale. L’ammorbidente trattiene i liquidi nell’intestino, reidratando le feci dure o secche, e favorendo così la riduzione del volume dei fecalomi ed eliminando il dolore associato alla defecazione.

 

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