Omfalofobia: cos’è e come curarla

Omfalofobia: cos’è e come curarla News e curiosità   Si definisce omfalofobia il timore dell’ombelico, del proprio ma anche di quello altrui. C’è chi non ama il proprio ombelico, chi lo considera brutto o poco gradevole, quando si parla pero di omfalofobia non ci si riferisce a una semplice scarsa considerazione di una parte del proprio corpo, ma ad un vero e proprio terrore.

Come si manifesta l’omfalofobia

Come avviene per tutte le fobie, anche quella dell’ombelico ovviamente si manifesta in modo diverso a seconda dei casi. In linea generale però si parla di omfalofobia quando un soggetto ha paura del proprio ombelico, di guardarlo o anche di toccarlo. Lo stesso sentimento si manifesta anche per l’ombelico di altre persone, che viene considerato fortemente sgradevole e da tenere lontano. Alcune persone che soffrono di questa fobia temono di sentire dolore al tocco dell’ombelico, o addirittura che da esso possa uscire del sangue; c’è anche chi non tocca mai l’ombelico perché lo ritiene troppo fragile e ha il timore che sia una via di comunicazione ancora aperta con il corpo, da cui possano fuoriuscire le viscere in caso di trauma o movimento particolare.

Ulteriori problematiche

L’ombelico è una parte del nostro corpo che possiamo non dover mai osservare da vicino, soprattutto se trascorriamo molto del nostro tempo vestiti, come del resto fanno anche le persone che ci stanno attorno. Chi soffre di omfalofobia potrebbe però arrivare a non volerlo mai toccare, neppure durante il bagno o la doccia. Dei genitori che soffrono di omfalofobia potrebbero avere dei problemi importanti alla nascita del primo figlio, al quale almeno nei primi giorni è necessario medicare l’eventuale moncone di cordone ombelicale, o l’ombelico non ancora ben formato. Allo stesso modo, non riuscire a toccare l’ombelico del proprio figlio neonato può causare vari problemi quando si deve fare un semplice bagnetto. Si pensi poi ai rapporti interpersonali: nella vita capita di mettere a nudo il proprio ombelico, così come di vedere quello di altri. In una affollata spiaggia estiva sono in bella vista centinaia di ombelichi, se un soggetto teme questa parte del corpo in situazioni simili potrebbe andare incontro a vere e proprie crisi di panico.

Le motivazioni di una fobia

In linea generale le fobie hanno origine da traumi, reali o metaforici, se così si può dire. L’ombelico è il punto di unione con la madre, l’elemento che ci correla alla nostra nascita, ma anche al crescere e al diventare grandi e autonomi. Non è mi facile comprendere l’effettiva causa scatenante di una fobia, anche se nel caso dell’omfalofobia spesso si tratta di non accettare gli eventi del ciclo della propria vita, la crescita e il distacco dal nido materno, considerato in senso lato. La pancia, l’addome, sono poi considerati simbolicamente il nido delle nostre sensazioni emotive più profonde. Per questo motivo l’omfalofobia potrebbe nascere in un soggetto che rifiuta i propri sentimenti, che non vuole lasciare il nido famigliare o che non desidera effettuare alcuni cambiamenti a cui la vita lo sta portando.

Come si cura l’omfalofobia

Come abbiamo detto, le fobie derivano da una sofferenza psicologica, solitamente causata da un trauma, reale o presunto. Solo un esperto terapeuta è in grafo di valutare l’effettiva fonte di una fobia, che a volte risiede in eventi accaduti quando un soggetto era molto piccolo. Non sempre però chi soffre di omfalofobia ha effettivamente subito un trauma fisico, quindi ad esempio un’ernia ombelicale in tenera età; molto più spesso si tratta di traumi emotivi, che hanno portato a temere di tagliare il cordone ombelicale, dalla madre, dalla famiglia o anche dalle persone con cui si vive quotidianamente. Quindi questa fobia può insorgere anche in tarda età.

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