Una nuova soluzione per curare le ferite

Una nuova soluzione per curare le ferite Medicina

Panu Lahtinen, uno scienziato presso il VTT Technical Research Center della Finlandia, discute la sua soluzione innovativa per la curare le ferite. Entro il 2020 il mercato globale della cura delle lesioni raggiungerà i 19 miliardi di euro, secondo Marketsand Markets; una crescita attribuita all’aumento di ferite croniche e acute, al numero crescente di incidenti stradali, all’invecchiamento rapido della popolazione. Questo spiega il maggiore interesse verso la ricerca e una crescente consapevolezza del trattamento e della gestione delle ferite.

Sempre più ricercatori stanno cercando nuovi modi per accelerare il processo di guarigione e ridurre le pressioni associate ai sistemi sanitari.

A novembre, scienziati dell’Università di Sheffield, nel Regno Unito, e l’Istituto di tecnologia dell’informazione COMSATS, in Pakistan, hanno pubblicato una nuova ricerca che suggerisce che l’aggiunta di zucchero a una benda idrogel può aiutare l’angiogenesi, un processo importante nella guarigione delle ferite. Gli scienziati ritengono che questa soluzione semplice ed economica possa un giorno essere utilizzata per trattare le ferite della pelle non cicatrizzate associate all’età, alla scarsa disponibilità di sangue e al diabete, che rappresentano un onere crescente per i servizi sanitari.

La loro scoperta arriva dopo che i ricercatori della Nanyang Technological University di Singapore hanno svelato la propria soluzione alle ferite correlate al diabete basate su una proteina che può essere facilmente estratta dai tessuti grassi dei pazienti ospedalieri. Angiopoietin-like 4 accelera il processo di guarigione delle ferite, riduce l’infiammazione delle cicatrici, favorisce la formazione di nuovi vasi sanguigni e la crescita cellulare.

Il team di ricerca ha già sviluppato metodi per utilizzare la proteina in applicazioni di facile utilizzo come cerotti e creme gel, e ritiene che la sua commercializzazione potrebbe avere grandi implicazioni per i pazienti diabetici e per i pazienti sottoposti a intervento chirurgico.

Qui entra allora in gioco Panu Lahtinen: la sua soluzione per la guarigione delle ferite è sfruttare le proprietà di desorbimento e assorbimento delle nanofibrille di cellulosa, i progressi della stampa 3D per promuovere la crescita della pelle cellulare attorno a una ferita e scoraggiare la formazione di tessuto cicatriziale rigido. Le nanofibrille di cellulosa sono a base biologica, ricavate da materie prime rinnovabili, biocompatibili e possono essere utilizzate sia come modificatore di reologia che come efficace potenziatore di forza a dosaggi molto bassi.

Le nanofibrille di cellulosa sono biocompatibili e possono essere utilizzate come trasportatore di molecole terapeutiche, farmaci, ecc. Hanno un elevato contenuto di acqua, che può essere utile per bilanciare l’umidità della ferita. Pertanto è possibile utilizzare sia il desorbimento che le buone proprietà di assorbimento. Inoltre, basse quantità di nanofibrille di cellulosa possono essere utilizzate per migliorare la rigidità delle strutture 3D.

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