Lupini: valori nutrizionali e proprietà benefiche

I lupini non sono altro che semi di una pianta a fiori nota come Lupinus: in natura così come in commercio ne esistono varie specie ciascuna delle quali fa capo a una variante della pianta principale. Quelle più diffuse sono il Lupinus Albus (lupino bianco) che si rinviene negli ambienti squisitamente mediterranei, e il Lupinus Luteus (lupino giallo) che va invece per la maggiore nelle Americhe e nei climi caldo-umidi (ragion per la quale viene ormai coltivato anche nel Sud Italia).

E quella che a noi risulta senz’altro più nota è proprio la pianta del Lupinus Luteus: la diffusione dei lupini gialli ha ormai preso piede in Italia e lo ha fatto non solo per via del loro sapore pungente ma piacevole, quanto anche per merito di una tabella nutrizionale di cui possono andar francamente fieri! In 100 grammi di lupini gialli troviamo infatti 15 g di proteine, 10 g di zuccheri, 3 g di lipidi, 3 g di fibre, 116 Kcal e micronutrienti a dir poco rilevanti come calcio, fosforo, sodio, potassio, magnesio, vitamina C, B6, B12, A e D.

Le proprietà benefiche dei Lupini

Per merito di un contenuto calorico limitato e a causa di una gamma di macro e micro nutrienti ben solida, i lupini possono essere introdotti nell’ambito di una dieta sana ed equilibrata. Possono sostanzialmente assumere il ruolo di fonte di proteine e fibre, nonché fungere da valido stratagemma per spezzare la fame nelle persone che si ritrovano a dover vivere in un regime dimagrante. Ma andiamo un po’ più nel dettaglio e scopriamo quali sono le principali proprietà benefiche dei lupini!

Intestino – In primo luogo è doveroso ricordare che i semi del Lupinus, proprio grazie all’elevato contenuto di fibre, permettono di combattere in maniera rapida ed efficace la stipsi giacché accelerano il transito intestinale e favoriscono la proliferazione della microflora probiotica.

Sistema cardiovascolare – L’assunzione di lupini promuove poi l’abbassamento del cosiddetto colesterolo cattivo che finisce col prendersi gioco del sangue. In questo caso il merito va dato alla presenza degli omega 3, ovvero a quegli acidi grassi polinsaturi la cui azione antiossidante ed emulsionante dà modo di far rimanere ben integre le membrane cellulari e di preservare il corretto funzionamento di cuore, vene e arterie (se abbiamo la necessità di tenere sotto controllo la pressione alta possiamo quindi vedere nei lupini un valido supporto).

Diabete e Glicemia – Studi dell’Università San Raffaele di Milano hanno dimostrato come la proteina conglutina che è contenuta nel seme di Lupinus, abbia la capacità di prevenire l’accumulo di glucosio nel sangue e di promuovere il suo trasporto nelle cellule muscolari. Inoltre i lupini avrebbero le credenziali necessarie per divenire autentici agenti anti-diabete e ottimi strumenti contro le patologie caratterizzate da insulino-resistenza.

Celiachia – I lupini sono ricchi di fibre e proteine che interagiscono alla perfezione con i cereali che sono normalmente banditi dalla dieta dei celiaci. Per questa ragione chi soffre di tale disturbo trova nei lupini una valida e gustosa alternativa all’approvvigionamento dei nutrienti che altrimenti gli verrebbero a mancare.

Dieta – Abbiamo parlato del basso contenuto calorico tipico dei lupini gialli e questo, di per sé, fa di questi semi un alimento che può tranquillamente essere ingerito anche da persone che vivono una dieta dimagrante. I lupini conferiscono un rapido senso di sazietà e al tempo stesso non apportano troppe calorie: una sintesi perfetta agli occhi di chi vuol dimagrire, no?

Lupini: le principali controindicazioni

Ma come spesso accade con gli alimenti, però, non è tutto oro quel che luccica. Anche i lupini purtroppo possono far male alla salute, e lo fanno magari perchè se ne mangiano troppi oppure perchè vengono ingeriti da parte di persone che per diverse ragioni (spesso annesse a qualche particolare tipologia) non dovrebbero farlo.

Tra le controindicazioni che vengono lamentate con maggior frequenza troviamo gli effetti lassativi: proprio per via della loro influenza sul transito intestinale, un consumo eccessivo di lupini può indurre a mal di pancia, enteriti e all’insorgenza della diarrea. Il fastidio è comunque temporaneo e per nulla pericoloso.

Un altro episodio non poi così raro è dato dai casi di allergia. Del resto i lupini sono legumi a tutti gli effetti, e dal momento in cui non si può pensare che non ci siano persone allergiche ai legumi (quindi anche a lenticchie, fagioli, noci e arachidi), ecco che i casi da allergia iniziano a diffondersi con una certa risonanza. Chi è allergico al Lupinus e nonostante tutto consuma i suoi semi può incorrere in una serie di reazioni avverse quali eritemi, dolori addominali, difficoltà respiratorie, asma, congiuntiviti e in rarissimi casi anche episodi da shock anafilattico.

Infine c’è l’avvelenamento. Fortunatamente si tratta di una circostanza non solo non abituale, ma effettivamente molto rara. L’avvelenamento si verifica quando il lupino che si è mangiato non era stato adeguatamente trattato: magari i passaggi in acqua non sono stati effettuati come da prassi e di conseguenza sul seme potrebbero essere rimasti depositi di alcaloidi tossici e di lupinina. Quando avviene, l’avvelenamento si rende percepibile tramite mal di stomaco, vertigini, stati confusionali, febbre e aumento della pressione; anche se, ripetiamo, si tratta di un fenomeno assai circostanziale dal momento in cui la filiera produttiva dei lupini è ormai consolidata e controllata minuziosamente in ogni suo minimo passaggio.

Share