Lo zucchero è davvero tossico per la salute?

Lo zucchero è davvero tossico per la salute? Dieta

Ridurre il consumo di zucchero nella propria dieta alimentare può seriamente ripercuotersi in un miglioramento della salute generale? Secondo diversi studi passati è stato sempre così, ma anche ricerche molto più recenti non fanno che confermare una realtà che oramai possiamo considerare assodata: ridurre le quantità di zucchero ingerite libera effetti positivi sul metabolismo dei bambini obesi. A rivelarlo è lo studio condotto dal dottor Robert Lustig in quel di San Francisco, secondo cui tutto quanto è venuto fuori dalla sua intensa ricerca si potrebbe sintetizzare con una sola affermazione: “lo zucchero è tossico”.

Lo zucchero è davvero tossico? Esperti a confronto

All’indagine hanno preso parte 43 bambini obesi a cui è stato ridotto in maniera drastica l’apporto di zucchero per un periodo di 9 giorni; in questo lasso di tempo gli zuccheri sono stati sostituiti con alimenti ricchi di amido, in maniera tale che i ragazzini potessero contare sullo stesso identico apporto di carboidrati e calorie. E quel che ne è venuto fuori è che, effettivamente, i livelli di colesterolo e di glucosio hanno registrato dei repentini cambiamenti in positivo, così come anche la pressione del sangue è tornata su livelli normali. Dati che non sorprendono più di tanto il dottor Lustig ormai convinto del fatto che “lo zucchero non è dannoso a causa delle calorie o degli effetti che può avere sul peso, ma semplicemente è dannoso in quanto zucchero nel vero senso del termine”.

Ma c’è chi come la professoressa Susan Roberts, rinomata ricercatrice della Tufts University, non è poi così d’accordo con le drastiche conclusioni del suo collega. Secondo il parere della Roberts, infatti, sarebbe “impossibile” capire dallo studio su descritto se i miglioramenti registrati dal metabolismo siano effettivamente imputabili al basso apporto di zucchero nella dieta alimentare. Tra l’altro nessuno conosce in maniera oggettiva e riconosciuta le diete alimentari da cui provenivano i bambini, quindi sarebbe difficile riuscire a fare un reale metro di paragone tra il prima e il dopo su basi tanto labili. Certamente improntare il proprio stile di vita su una alimentazione sana e su un peso forma conseguentemente equilibrato vuol dire molto in termini di metabolismo, ma è ancora prematuro riuscire a stabilire se tutto ciò dipenda solo ed esclusivamente dal basso contenuto di fruttosio.

Ma Mark Corkins dell’Università del Tennessee Health Science Center dà man forte allo studio di Lustig affermando che si tratti di un progetto senz’altro interessante, ma che “il problema maggiore rimane quello di stabilire la quantità di calorie assunte (…) Questo studio si concentra su dati molto importanti. E’ necessario fare attenzione alla quantità e alla qualità di zucchero assunto, ma il problema che sta alla base di tutto è quello che mira alla riduzione delle calorie”.

Lo zucchero non fa bene: molte ricerche concordano

Al di là di quel che se ne possa pensare, Lustig ribadisce che il livello di zucchero nel sangue dei bambini che hanno preso parte alla ricerca sia diminuito del 53%, e che anche i livelli di insulina, di trigliceridi e LDL si siano ridotti sensibilmente, così come lo ha fatto il livello di grasso nel fegato. Tutto ciò basterebbe per portare alla luce un legame di causa-effetto che intercorre tra la sindrome metabolica e la quantità di zucchero assunta: se la ricerca di ieri cercava di capire se ci fossero delle reali correlazioni, con questo studio, il dottor Lustig mira a spazzar via di torno ogni dubbio asserendo che in effetti tra disfunzioni del metabolismo e apporto di zucchero il legame ci sia eccome!

“Abbiamo preso dei bambini malati – afferma il fautore della ricerca – e li abbiamo riportati in salute. Certo non sono guariti totalmente, ma in 10 giorni abbiamo fatto dei passi in avanti enormi per quel che riguarda la sindrome metabolica, e il tutto senza variare né il peso né le calorie ingerite”.

Eppure Lustig non è solo quando parla di “zucchero tossico”: anche altri studiosi dell’Oregon State University hanno ad esempio dichiarato che le diete ad alto contenuto di zucchero e grassi siano le più inclini a favorire una funzione cognitiva ridotta. Così come a far da eco è uno studio della Northwester University Feinberg School of Medicine la quale ha affermato che il virus dell’HIV possa persino essere debellato eliminando lo zucchero dalla propria dieta alimentare, attribuendo a questa sostanza delle responsabilità a dir poco enormi.

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