L’impatto dell’inquinamento causato dal traffico cittadino sulla salute

L’impatto dell’inquinamento causato dal traffico cittadino sulla salute Benessere

Quale sarebbe l’impatto sulla salute se le auto a benzina e diesel venissero di colpo rimossi dalla circolazione stradale di una piccola città europea? Secondo uno studio portato avanti dall’Università di Lund in Svezia, i decessi prematuri diminuirebbero del 4%. La città utilizzata per effettuare lo studio è Malmö.

Le cifre attuali sulle morti premature in Europa sono allarmanti: sono oltre 400.000 e tutte a causa dell’inquinamento atmosferico; il tasso di mortalità risulta naturalmente essere più elevato in quelle zone dove l’aria è maggiormente inquinata.

La città svedese, che conta circa 320.000 abitanti, è al di sotto della soglia stabilita dall’UE per quanto riguarda la presenza di piccole particelle e ossidi di azoto nell’aria. Un ulteriore abbassamento della quota si avrebbe nel caso in cui tutti i gas di scarico venissero banditi dalla città.

Secondo lo studio, una riduzione dell’inquinamento comporterebbe dai 55 ai 93 decessi in meno all’anno, ma non solo: le persone che smetterebbero di soffrire di asma infantile sarebbero 21, quelle di bronchite infantile 95, avverrebbero 30 ricoveri in meno per malattie alle vie respiratorie e i casi di demenza sarebbero 87 in meno. Inoltre, questo radicale cambiamento andrebbe a colpire positivamente il settore lavorativo: 2.729 in meno le assenze dovute a malattia e 16.472 giorni in meno di attività ridotta a causa di problemi di salute.

Essendo uno studio basato sulle probabilità, le cifre non possono essere attendibili al 100%; quindi i ricercatori sono molto cauti in questo perché nella realtà dei fatti le cose potrebbero andare diversamente, in modo positivo o negativo.

Qualunque sia la realtà, rimane il fatto che Malmö resta una città che ha tassi di inquinamento atmosferico al di sotto della soglia prevista, e secondo i ricercatori la stessa è un compromesso tra le linee guida e le considerazioni politiche dell’Organizzazione mondiale della sanità. Tuttavia, gli studi epidemiologici non includono valori limite; man mano che i valori aumentano, aumentano anche i rischi.

Il valore limite resta sempre un qualcosa che non necessariamente rappresenti un livello di sicurezza certo. Gli effetti negativi dell’inquinamento sulla salute del cittadino avvengono e persistono laddove questi livelli si mantengono ben al di sotto della soglia UE. Un ulteriore problema è la poca risonanza che hanno questi studi sia sugli organi di stampa ma soprattutto nei governi che dovrebbero prendere a cuore questo problema.

Il soddisfare gli standard di qualità ambientale non è un punto di arrivo, semmai di partenza da cui portare avanti la battaglia contro l’inquinamento affinché queste soglie diventino soltanto un lontano ricordo. L’obiettivo futuro deve restare sempre quello di rendere l’aria completamente respirabile.

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