La ferritina: quando è alta e quando è bassa

La ferritina: quando è alta e quando è bassa Medicina

La ferritina è una particolare specie di proteina, presente nel midollo osseo, nei tessuti scheletrici e in organi quali la milza e il fegato, decisamente determinante in quelli che sono i naturali processi di immagazzinamento del ferro.
Tale proteina, infatti, può contenere sino a 4500 ioni di ferro e il giusto controllo dei suoi valori si rivela spesso molto importante per evitare situazioni quali, ad esempio, l’anemia.
I valori della ferritina definibili normali oscillano e variano in base all’età e allo sviluppo dell’individuo.
Sommariamente, possiamo comunque affermare che i seguenti sono i valori entro cui la ferritina dovrebbe mantenersi stabile:

– entro il primo anno di vita: 80 ug/L
– fino ai 10 anni di vita: 55 ug/L
– maschi fino ai 20 anni di vita: 100 mcg/L
– femmine fino ai 20 anni di vita: 40 ug/L
– uomini fino ai 50 anni di vita: 300 mcg/L
– donne fino ai 50 anni di vita: 100 ug/L
– uomini oltre i 50 anni di vita: 300 mcg/L
– donne oltre i 50 anni di vita: 200 ug/L

(fonte: wikipedia.org)

La ferritina alta: l’iperferritinemia

La ferritina può assumere talvolta dei valori troppo alti e sfociare nella cosiddetta iperferritinemia.
Le cause della ferritina alta sono riscontrabili, nella maggior parte dei casi, in un’eccessiva assunzione di ferro (sia di tipo alimentare che legata a determinati integratori), in situazioni di emocromatosi e/o emosiderosi, in determinati difetti nella sintesi della ferritina (generalmente ereditari), in processi di necrosi dei tessuti, in stati infiammatori, in infezioni e, infine, nella presenza di neoplasie. Oltre a una dieta volta a ridurre l’assunzione di ferro e a una specifica terapia per l’eliminazione degli ioni di troppo attraverso la minzione, possono essere effettuati anche dei salassi.

La ferritina bassa: l’ipoferritinemia

In altri casi, diversi da quelli sopra descritti, la ferritina può assumere valori anche più bassi rispetto alla norma. In questi casi, si parla dunque di ipoferritinemia.
Le cause della ferritina bassa possono essere individuate in diete vegetariane o troppo restrittive, celiachia, patologie dell’intestino che generano malassorbimento del ferro, alcolismo, flusso troppo abbondante ed emorragie.
Anche gravidanza e parto possono comportare valori della ferritina decisamente bassi.
La terapia più indicata per elevare i valori della ferritina risiede a tal proposito nell’assunzione di determinati integratori e nel consumo di cibi che ne aiutino l’assorbimento, quali legumi, frutta fresca, frutta secca, cioccolato fondente, agrumi, fegato d’oca, molluschi, crostacei e pesce.
Allo stesso tempo, inoltre, è bene evitare alimenti che riducono l’assorbimento di ferro. La caffeina, purtroppo, è uno tra questi, insieme al tannino presente nei filtri del tea.

Share