Iperferritinemia: quando i livelli della ferritina sono alti

Iperferritinemia: quando i livelli della ferritina sono alti Medicina

La ferritina è una proteina idrosolubile che lega il ferro, presente nella maggior parte dei tessuti; un’iperferritinemia conclamata indica un possibile sovraccarico di ferro. Il sovraccarico di ferro può essere classificato in primitivo, se causato da un difetto nella regolazione del metabolismo del ferro, tipico dell’emocromatosi; secondario, quando associato ad altre patologie, come la talassemia major e l’anemia sideroblastica. Si riscontra una iperferritinemia anche in altre condizioni patologiche, come malattie infiammatorie acute e croniche, epatopatie e neoplasie. I livelli normali di ferritina differiscono a seconda dell’età e del sesso, variando negli adulti da 20-250 ng/mL (maschi) a 10-120 ng/mL (femmine).

Cosa determina un’ iperferritinemia

L’iperferritinemia può condurre allo sviluppo di danni d’organo e ad un’aumentata mortalità. Nell’organismo umano la quantità delle riserve corporee di ferro è mantenuta tra i 200 e i 1500 mg attraverso un adeguato adattamento dell’assorbimento intestinale del ferro, poichè non esiste alcun meccanismo specifico di eliminazione del ferro in eccesso. Nel caso dell’ emocromatosi ereditaria, si ha l’iperferritinemia a causa di un difetto nel controllo del passaggio del ferro dalla cellula intestinale al sangue. La talassemia major e l’anemia sideroblastica sono due esempi di sovraccarico di ferro secondario alla somministrazione ripetuta di trasfusioni di sangue e/o ad un’alterata produzione dei globuli rossi (eritropoiesi inefficace). In quest’ultima condizione i globuli rossi non giungono a maturazione completa e muoiono prima di entrare nel circolo. Il ferro contenuto nel globuli rossi si accumula nell’organismo, mentre l’anemia che ne deriva stimola l’assorbimento del ferro a livello intestinale, contribuendo allo sviluppo del sovraccarico di ferro.

L’iperferritinemia nei casi di epatopatia cronica

Nei pazienti con epatopatia cronica di origine virale, autoimmune o alcolica, l’iperferritinemia è molto comune, provocato da un aumentato assorbimento del ferro, da un aumentato rilascio di ferro da parte delle cellule epatiche danneggiate e da un’aumentata captazione del ferro da parte delle cellule epatiche per effetto dello stato infiammatorio associato alla malattia cronica. In queste condizioni, quantità di ferro anche relativamente modeste possono amplificare e propagare l’iniziale danno tossico indotto dai virus epatitici o dall’alcol, provocando una rapida accelerazione del processo di fibrosi del fegato.

 

 

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