Infrastruttura europea sulla salute digitale: l’Austria prende l’iniziativa

Infrastruttura europea sulla salute digitale: l'Austria prende l'iniziativa Medicina

L’austriaco Clemens Auer, direttore generale per la salute, ha ufficialmente chiesto alla Commissione Europea di prodigarsi affinché crei un’infrastruttura paneuropea dedicata alla salute digitale e di sbloccare questo potenziale a favore dei sistemi sanitari europei in difficoltà.

Auer non ha nessuna intenzione di chiedere una certa quantità di finanziamenti da indirizzare alla salute digitale, ma piuttosto che la stessa venga utilizzata al massimo delle potenzialità. “La mia preoccupazione non è che il quadro finanziario pluriennale (QFP) non includa fondi per questo” ha dichiarato durante un’intervista “ma piuttosto di una spesa non saggia e frammentaria, con inutili studi pilota. Invece, è necessario investire in infrastrutture reali”.

L’Austria entrerà a far parte della presidenza dell’UE il 1° luglio, subito dopo che la Commissione avrà già pubblicato la sua proposta ufficiale e la ripartizione del bilancio per Horizon Europe. “La presidenza non ripeterà le numerose discussioni precedenti sulla salute digitale” ha dichiarato Auer. “Piuttosto, faremo in modo da garantire che i finanziamenti siano sufficienti per una nuova generazione di servizi digitali”.

La salute digitale è solo una delle numerose questioni che gli austriaci prevedono di sollevare entro la fine dell’anno. Barbara Weitgruber, direttore generale per l’istruzione, la scienza e la ricerca, ha fornito una sintesi del programma di ricerca della Presidenza: “Le priorità chiave sono i negoziati su Horizon Europe, il prossimo programma su ricerca e innovazione, le conclusioni del Consiglio sullo Spazio europeo della ricerca e sostegno a politiche settoriali come High Performance Computing, European Open Science Cloud e Difesa Research”.

Nel campo della salute, Auer ha affermato di non poter quantificare il costo di un’infrastruttura sanitaria digitale paneuropea, ma sicuramente non sarà una cosa economica. Il governo austriaco ha speso 100 milioni di euro in dieci anni per sviluppare la sua infrastruttura tecnica ELGA, attraverso il quale ogni cittadino è in grado di accedere alle proprie cartelle cliniche. Inoltre, gli ospedali austriaci hanno investito nel collegamento e nell’uso del sistema.

L’esperienza di Auer nel difficile compito di lavorare sull’interoperabilità tecnica e semantica delle reti di e-health negli ultimi dieci anni dà credibilità alla sua affermazione. Inoltre, Auer presenta una visione stimolante di come l’uso appropriato dei servizi digitali possa limitare i costi pur mantenendo la qualità, sostenendo i pazienti, che soffrono di malattie croniche, nella gestione delle loro condizioni, oltre che modernizzare le diagnosi ed i trattamenti e potenziare l’efficienza operativa delle strutture di assistenza primaria e degli ospedali.

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