Il punto G maschile: la prostata

Il punto G maschile: la prostata Benessere

Secondo alcuni recenti studi, il punto G maschile è rappresentato proprio dalla prostata. Quest’ultima è una ghiandola grossa quanto una castagna, ed è posta tra l’ano e la vescica; infatti può essere apprezzata mediante un esame prostatico. La funzione principale è quella di elaborare il liquido seminale che viene riversato nell’uretra stessa, entrando nella costituzione dello sperma, un fluido che contiene gli elementi necessari a nutrire e veicolare gli spermatozoi. La grandezza fisiologica della prostata è di circa 4 cm, ma con l’avanzare dell’età quest’ultima può ingrossarsi e causare l’ipertrofia prostatica benigna, comprimendo l’uretra prostatica e ostacolare la fuoriuscita dell’urina.

Perchè la prostata rappresenta il punto G maschile

La prostata è una ghiandola altamente vascolarizzata e innervata; infatti i fasci nervosi che giungono alla prostata attraversano anche il pene, per cui se stimolata, permette un’ involontaria erezione ed è a tal motivo definita il punto G maschile. A parlarne per la prima volta è stata la sociologa Elisabetta Leslie Leonelli, che nel suo libro “Coccole e Carezze”, descriveva le caratteristiche della prostata. In onore alla signora Leonelli, questa zona è definita anche come “punto L”, ma universalmente è conosciuto come “punto G maschile“. Gli scienziati hanno notato che l’orgasmo derivante dalla stimolazione della prostata è più lento, progressivo, senza contrazioni e viene descritto come un “orgasmo propagativo”, il cui piacere si diffonde in tutto il corpo.

Come mantenere il punto G maschile in salute

Nel caso in cui la prostrata, dopo una visita urologica, appare ingrossata, è possibile ricorrere a dei rimedi naturali a base di erbe, senza controindicazioni, che contribuiscono al miglioramento generale della salute della prostata. La prostata, oltre ad essere il punto G maschile, può essere anche sede di un cancro, che può essere prevenuto mediante un farmaco a base di selenio, zinco, vitamine e polifenoli, contrastando gli effetti dell’ossidazione e facendo da barriera alla proliferazione neoplastica delle cellule.

 

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