I farmaci in gravidanza

I farmaci in gravidanza Medicina

Il rischio legato all’eventuale assunzione di farmaci in gravidanza non è, ad oggi, ben identificato. La gravidanza è una condizione che presenta molteplici sintomi che favoriscono il consumo di farmaci, e spesso accade che le donne ricorrono all’automedicazione con l’uso di prodotti da banco. In gravidanza, inoltre, possono insorgere delle malattie per le quali è necessario un trattamento con farmaci indispensabili per la salute della madre e del feto. Bisogna tenere presente che i farmaci in gravidanza passano nel compartimento fetale e possono creare danni con modalità diverse, ad esempio:

  • Si può avere un danno diretto sull’embrione con esito letale o tossico.
  • Si può determinare un’alterazione della circolazione placentare con conseguente danno dello scambio materno fetale.
  • Ci possono essere modifiche del tono muscolare uterino.

Il danno è di intensità variabile in rapporto all’epoca gestazionale in cui si ritrova la donna che assume farmaci in gravidanza; il rischio maggiore per il prodotto del concepimento lo si ha nel primo trimestre.

Classificazione del farmaci in gravidanza

La classificazione scelta dal Ministero della Sanità Italiana è quella FDA e distingue i farmaci in cinque categorie: A, B, C, D, X. Quelli del gruppo A sono farmaci sicuri, cioè farmaci per cui esistono studi su donne che non hanno identificato un aumento del rischio per il feto. I farmaci del gruppo X sono assolutamente controindicati in gravidanza per evidenze di teratogenicità sia sulle donne che negli animali. I farmaci in gravidanza potenzialmente teratogeni, causando difetti congeniti, sono: antineoplastici, farmaci antitiroidei, anticoagulanti, retinoidi, antiepilettici.

Quali sono i farmaci in gravidanza sicuri

Tutti gli antibiotici comunemente usati in gravidanza sono in grado di attraversare la placenta e quindi raggiungere il feto. In generale, nessun antibiotico è teratogeno. Largamente usati, tra i farmaci in gravidanza, ricordiamo le penicilline e i suoi derivati; sono quindi da considerare sicuri, sebbene sembra che l’uso di ampicillina nella gravidanza iniziale sia stata associata a malformazioni cardiache. Tale dato, però, è da confermare. Sono da considerare sicure anche le cefalosporine, eccetto quelle di ultima generazione. Infine, l’eritromicina attraversa scarsamente la placenta ma raggiunge il feto in una dose non terapeutica, per cui è da considerare relativamente sicura.

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