La sedentarietà uccide: nuovi numeri shock a sostegno degli sportivi

La sedentarietà uccide: nuovi numeri shock a sostegno degli sportivi Fitness

Si sa che muoversi in qualsiasi modo è fondamentale per la salute. L’esercizio fisico elimina quasi tutti i sedimenti che possono rivelarsi deleteri per il nostro corpo. Essere sedentari non è un buon modo di vivere.

Ad affermarlo, in uno studio pubblicato sulla rivista American Journal Of Preventive Medicine, un team brasiliano-spagnolo diretto da Leandro Rezende, della University of Sao Paulo School of Public Health di San Paolo (Brasile) ha affermato che la sedentarietà è responsabile del 3,8% delle morti in tutto il mondo. Gli adulti trascorrono in media quasi cinque ore al giorno seduti, un’abitudine che li espone al rischio di sviluppare diversi problemi (obesità e malattie cardiovascolari) e che, alla fine, potrebbe aumentare il rischio di morte prematura.

Prendendo in considerazione studi condotti tra il 2002 e il 2011 in 54 paesi, hanno osservato che oltre il 60% della popolazione mondiale resta seduta più di tre ore al giorno. Questa sedentarietà causa il decesso di 433.000 persone all’anno.

Tra i territori esaminati, il maggior numero dei decessi si è verificato nelle regioni del Pacifico occidentale. Al secondo posto si trova l’Europa, seguita dai paesi del Mediterraneo orientale, dall’America e dal Sud-Est asiatico. I tassi di mortalità più elevati sono stati riscontrati in Libano (11,6%), nei Paesi Bassi (7,6%) e in Danimarca (6,9%). Quelli più bassi, invece, sono stati rilevati in Messico (0,6%), Myanmar (1,3%) e Bhutan (1,6%).

Leandro Rezende ha espresso la sua opinione in merito: “Per ridurre in modo sensibile la cattiva abitudine di stare seduti onde evitare morti premature è necessaria una campagna di sensibilità da parte dei mass media. Se si riuscisse a fare ciò l’aspettativa di vita aumenterebbe di 0,20 anni nei paesi penalizzati”. Il dottor Rezende ha inoltre aggiunto che “alcuni esempi di questo approccio sono stati di recente messi in evidenza dell’OMS ad esempio a Tonga dove, grazie ad una campagna di comunicazione adeguata e diretta a promuovere l’attività fisica tra le donne, in Iran è stato sviluppato un sistema di bike sharing mentre in Germania è stato creato un sistema di trasposto sostenibile”.

Secondo gli scienziati, il rischio di mortalità potrebbe infatti diminuire del 2,3% se si riducesse di circa due ore – quindi di quasi il 50% – la quantità di tempo che si trascorre seduti. Ma anche una riduzione più modesta, pari al 10% del totale o a mezz’ora al giorno, potrebbe fare bene alla salute, abbassando dello 0,6% il pericolo di morire per tutte le cause.

In conclusione, la sedentarietà è un modo di vivere alla quale qualsiasi cittadino può incorrere se alla sua vita non concede quelle ore di movimento necessarie per mantenersi in salute.

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