La Vitamina D può sconfiggere l’artrite reumatoide?

La Vitamina D può sconfiggere l’artrite reumatoide? Medicina   Soltanto nel Regno Unito oltre 400 mila persone soffrono ogni anno di artrite reumatoide. Si tratta di una patologia debilitante che comporta:

 

  • indolenzimento dei muscoli
  • febbre
  • secchezza agli occhi ed alla bocca
  • debolezza cronica

 

Molti studiosi sono all’opera per trovare una soluzione e debellare finalmente questa malattia. Una recente e interessante scoperta sembra in procinto di dare un’importante accelerata alle ricerche.

 

L’Università di Birmingham e il professor Martin Hewison hanno infatti rilevato che nei soggetti affetti da artrite reumatoide vi sia un evidente deficit di vitamina D.
La ricerca ha analizzato nei pazienti le cellule immunitarie (presenti nelle articolazioni) e la loro capacità di rispondere alle sollecitazioni della vitamina “del Sole”. È emerso che una terapia combinata di anti infiammatori e assunzione giornaliera di vitamina D è in grado di assicurare risultati molto positivi.

 

La vitamina “del Sole” nel Regno Unito è davvero rara, colpa del clima umido e nuvoloso e delle poche ore di luce durante il periodo invernale.

 

I nutrizionisti solitamente suggeriscono una dieta ricca di vitamina D attraverso il consumo di pesce azzurro, salmone, funghi e tuorli d’uovo. Gli studiosi dell’Università di Birmingham hanno consigliato l’assunzione di almeno 10 microgrammi di Vitamina D al giorno per scongiurare patologie ossee e muscolari. Questa dieta, ovviamente, è preventiva e precauzionale: non aiuterà a sconfiggere la malattia una volta manifestata.

 

Se l’artrite reumatoide ha raggiunto uno stadio avanzato, è infatti necessario consultare specialisti della chirurgia della mano: Verona, con la Clinica San Francesco, è punto di riferimento a livello europeo per interventi di artroscopia mini-invasiva.

È importante agire tempestivamente, per scongiurare lesioni e deformità articolari più gravi.

 

Ci sono tre operazioni possibili:

 

  • Sinoviectomia: asportazione della sinovia patologica (membrana di tessuto connettivo);

 

  • Chirurgia dei tessuti molli periarticolari: per stabilizzare le articolazioni e liberare i nervi intrappolati (tunnel carpale e tarsale);

 

  • Chirurgia articolare: sostituzione dell’articolazione compromessa o fusione dell’articolazione.

 

Bisogna partire da una buona strategia preventiva, inserendo la vitamina D nella dieta di tutti i giorni, possibilmente grazie a cibi o integratori specifici. Solo nei casi più gravi si opta per l’intervento chirurgico, seguito poi da una buona terapia riabilitativa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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