Gli steroli vegetali e la loro importanza

Da qualche tempo gli steroli vegetali sono al centro delle attenzioni di nutrizionisti e… pubblicitari: gli steroli vegetali vengono infatti promossi come veri e propri toccasana per tutte quelle persone che soffrono di colesterolo alto, e che desiderano disporre di una buona mano per poter porre rimedio a tale situazione.

Ma funzionano davvero gli steroli vegetali? Dove si trovano gli steroli vegetali? Quali sono le loro reali validità e le loro controindicazioni?

Cosa sono gli steroli vegetali

In breve, gli steroli vegetali sono particolari composti che appartengono alla classe degli steroidi che derivano dalle piante (fitosteroli), e che sono chimicamente composti da quattro anelli di carbonio uniti tra di loro e presenti in moltissimi alimenti.

Come avremo modo di vedere, tra i vantaggi degli steroli vegetali troviamo in buona parte il loro ruolo nel cercare di attenuare i livelli di colesterolo alto ma… con quale efficacia?

Steroli vegetali: dove si trovano

Gli steroli vegetali si trovano abbondantemente in natura. In particolar modo, è possibile trovare i fitosteroli nella frutta a guscio (pensate ai pistacchi, alle nocciole, alle noci e alle mandorle), nei semi di girasole e in quelli di sesamo, negli oli di origine vegetale, nei cereali come la crusca e il grano saraceno, e in misura inferiore nella frutta e nella verdura fresca, oltre che nei legumi.

Gli steroli vegetali funzionano?

Come abbiamo avuto modo di anticipare qualche riga fa, gli steroli vegetali possono svolgere effettivamente un’azione di contrasto del colesterolo cattivo. Ma perché?

In termini concreti, gli steroli vegetali sono in grado di ridurre la colesterolemia sanguigna, a patto che siano assunti in maniera regolare.

Rispetto ai soggetti dei gruppi di controllo di diversi studi che non hanno assunto quantità regolari di steroli vegetali, è stata notata una riduzione del colesterolo cattivo tra il 7% e il 10,5% assumendo per tre settimane consecutive da 1,5 a 2,4 grammi di fitosteroli al giorno.

L’effetto positivo dell’assunzione dei fitosteroli non sarebbe infinito, ma durerebbe comunque tra i 2 e i 3 mesi.

Steroli vegetali: controindicazioni

Gli steroli vegetali fanno male? Ci sono delle controindicazioni per gli steroli vegetali? O degli svantaggi di cui bisognerebbe tenere conto?

Diciamo che, sebbene sia stata più volte dimostrata la buona qualità degli steroli vegetali per poter contrastare i livelli più elevati di colesterolo cattivo, è bene ricordare che ci sono alcune avvertenze di cui è opportuno tenere conto per poter massimizzarne i vantaggi, e ridurre al minimo i rischi.

In primo luogo, ricordiamo come diversi medici sostengano come gli steroli vegetali siano in grado di contrastare l’assorbimento del colesterolo con un buon livello di efficacia ma, purtroppo, di fare lo stesso anche nei confronti di altri nutrienti molto importanti per il nostro organismo, come ad esempio le vitamine liposolubili e i carotenoidi.

Non solo, sempre in merito alle controindicazioni degli steroli vegetali, ricordiamo come diverse ricerche mediche abbiano evidenziato che il consumo di cibi addizionali di fitosteroli per dosi tra i 2 e i 3 grammi al giorno, sono in grado di abbassare il betacarotene fino al 25%, l’alfacarotene fino al 10%, la vitamina E fino all’8%.

Ma che considerazioni trarre da quanto sopra?

È molto semplice: così come avviene per qualsiasi cambiamento nella propria dieta, anche una maggiore assunzione di steroli vegetali dovrebbe essere accompagnata con una piena condivisione con il vostro medico di fiducia. Il quale, ben inteso, potrebbe anche cercare  di introdurre gli steroli vegetali nella vostra dieta ai fini anti-colesterolo, all’interno di un mix di integratori che possano magari evitare gli scompensi determinati proprio dalle azioni dei fitosteroli, che vanno a limitare l’assorbimento di alcuni utili elementi di sostegno per le attività del nostro organismo.

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