Frequenza cardiaca a riposo. Alcuni consigli

Frequenza cardiaca a riposo. Alcuni consigli Medicina

Oggi parleremo della Frequenza cardiaca a riposo. Ripetere più volte un argomento non è mai male se può servire a capire meglio qualcosa, o a fornire dettagli aggiuntivi, nell’obiettivo di un arricchimento continuo. Il lavoro di “scrematura” di ogni minima cognizione che possa interessarvi per la vostra salute è frutto di una collaborazione assidua. Se foste interessati a qualche tema in particolare, vi invitiamo a parlarne con noi, perché la salute è un problema che riguarda vicino tutti noi.

Si avvicina il gran caldo e così i giramenti di testa a non finire. Gli sbalzi di pressione. Quale momento migliore per parlare della frequenza cardiaca? Vediamo cosa possiamo dirvi, in tema.

Qual è il nostro livello tipico di intensità cardiaca?

Sì, livello tipico perché poi dobbiamo capire se i nostri valori di frequenza cardiaca siano o meno normali, in base a quello che dovrebbero essere.

Perché frequenza cardiaca a riposo? Perché il ritmo, per unità di tempo (al minuto), dei nostri battiti cardiaci va misurato a riposo, ovverosia stando fermi.

Come facciamo a contare i nostri battiti? O dal collo o dal polso, dove percepiamo il battito. Se volessimo adottare il “gergo medico”, dovremmo dire arteria carotide ed arteria radiale.

Ma prestate bene attenzione a quello che vi diciamo. Se voi vi rivolgeste ad uno specialista del settore (e stiamo parlando di specialista, non di medico generico) che cosa farà? Gli basterà un solo minuto per capire il vostro livello tipico di intensità cardiaca (frequenza cardiaca a riposo)? Non certamente. Vi terrà in monitoraggio per più tempo, in più contesti con un apposito dispositivo portatile, nei casi in cui lamentaste degli affanni e questi non siano visibili dopo la prima visita.

Quando rivolgersi ad uno specialista? Se avvertiamo un sovraffaticamento, delle palpitazioni, dei sintomi che magari potrebbero essere dovuti ad un malfunzionamento del nostro cuore. Spesso, le principali cause di mortalità sono da addivenire a non aver saputo prevenire un disturbo sin dall’inizio, magari non di origine fisica. Un piccolo foro al cuore non sempre visibile o un soffio al cuore. Dei disturbi che con l’età possono diventare pericolosi ed invisibili. Anche per solo controllo, rivolgetevi ad uno specialista.

Frequenza cardiaca a riposo. I valori normali

Se poi misurando più volte in quel minuto di riposo, notiamo noi stessi una convergenza dell’intensità cardiaca verso un numero di battiti che sembra non cambiare, allora siamo in grado di capire se essi sono normali o meno.

Ecco le informazioni utili per interpretare bene la nostra frequenza cardiaca a riposo:

Livelli normali, a seconda della persona: 60-100 battiti al minuto

Livelli inferiori a 60 battiti: da farsi controllare. Insufficienza cardiaca o bradicardia

Livelli superiori a 100 battiti: Da controllare da cosa deriva perché il cuore sta pompando sangue in modo più veloce del normale. Tachicardia.

Buona prevenzione a tutti. E soprattutto, vita lunga e sana. E ricordate, se pure abbiamo dei disturbi, basta fare attenzione, quel minimo che basta perché non siano letali. La prevenzione è la nostra arma per vivere a lungo, la cura è la consapevolezza di migliorare il proprio stare meglio.

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