Dieta mediterranea e dieta MIND, entrambe alleate di un cervello sano!

Dieta mediterranea e dieta MIND, entrambe alleate di un cervello sano! Dieta

Mangiare cibi appartenenti alla dieta mediterranea o alla dieta MIND può aiutare molto dal punto di vista della memoria. A suggerirlo è uno studio pubblicato di recente sulle pagine del Journal of the American Geriatrics Society.

Secondo questa ricerca, la dieta mediterranea, ricca di frutta, verdura, cereali integrali, legumi, pesce, olio d’oliva, patate e noci, unita alla dieta MIND, che punta invece su alimenti come verdure a foglie verde, noci, bacche, fagioli, cereali integrali, pollame, olio d’oliva, vino e frutti di mare, può essere di grande aiuto per i più anziani. Ed in particolare per il loro cervello. Proprio così: il combinato disposto delle due diete sarebbe l’ideale per tutti quegli anziani che vogliono mettere la loro memoria in una botte di ferro.

Per arrivare a questa conclusione gli studiosi non hanno fatto altro che esaminare il comportamento di 5.907 adulti. A queste persone è stato chiesto di compilare un questionario attinente le loro abitudini alimentari. Dopo di che i ricercatori hanno messo alla prova le abilità cognitive dei vari soggetti, testando soprattutto la loro memoria e la loro capacità di attenzione. Combinando i dati estrapolati dal questionario con gli esiti dei test, è venuto fuori che gli anziani che seguivano una dieta mediterranea o la cosiddetta dieta MIND erano gli stessi che nei test avevano mostrato punteggi più alti in termini di funzione cognitiva. A dimostrazione del fatto di come tra alimentazione e performance cerebrali ci sia un legame davvero molto stretto!

Questo studio suggerisce quindi che seguire una dieta mediterranea o una dieta MIND possa esserci utile non solo dal punto di vista della salute, visto e considerato che tutti e due i regimi sopracitati sono ritenuti validi dalla comunità medica, ma a quanto sembra ci darebbero una mano anche sotto il profilo cognitivo-cerebrale. Questa scoperta è assai utile per i giovani e per gli adulti, che possono così agire di prevenzione, ma anche per gli anziani, i quali hanno così un’arma in più per allontanare il rischio di un deterioramento del loro cervello.

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