Anziani, più si muovono e più migliora la loro memoria?

Anziani, più si muovono e più migliora la loro memoria? Medicina

Secondo l’American Academy of Neurology, gli anziani che si muovono di più possono preservare le proprie capacità di pensiero e sperimentare il miglioramento della memoria.

Il miglioramento avviene maggiormente in presenza di movimento quotidiano, sia che si tratti di esercizio fisico o di semplici attività di routine come le faccende domestiche. Grazie ad esso, un individuo ha più memoria e capacità di pensiero, anche in presenza di lesioni cerebrali o biomarcatori legati alla demenza.

Misurazione del miglioramento della memoria

Aron S. Buchman, membro dell’American Academy of Neurology, spiega: “Il nostro gruppo di ricerca ha misurato i livelli di attività fisica nei partecipanti allo studio in media due anni prima della morte. Successivamente, hanno esaminato il loro tessuto cerebrale scoprendo che il movimento maggiore può avere un effetto protettivo sul cervello”.

Lo studio ha esaminato 454 anziani: 191 soffrivano di demenza e 263 no. A tutti i partecipanti sono stati dati esami fisici e test di memoria ogni anno per 20 anni. I partecipanti hanno accettato di donare il loro cervello per la ricerca dopo la morte. L’età media dei decessi era di 91 anni.

Per monitorare l’attività fisica, i ricercatori hanno dato a ciascun partecipante un monitor chiamato accelerometro. Il dispositivo indossato al polso monitorava l’attività fisica 24 ore su 24: dai piccoli movimenti come camminare intorno alla casa fino a quelli più impegnativi come gli esercizi fisici.

Dopo la morte, i ricercatori hanno esaminato il tessuto cerebrale di ciascun partecipante alla ricerca di lesioni e biomarcatori di demenza e Alzheimer. Inoltre, hanno scoperto che il notevole movimento quotidiano era legato al miglioramento del pensiero e della memoria. Aumentando l’attività fisica quotidiana, i partecipanti avevano il 31% di probabilità in meno di sviluppare la demenza.

Limiti dello studio

“L’esercizio fisico è un modo semplice per migliorare la salute e il nostro studio dimostra che potrebbe avere un effetto protettivo sul cervello”, ha affermato Buchman. “Ma è importante notare che la ricerca non mostra causa e effetto. Potrebbe anche essere possibile che, man mano che le persone perdono memoria e capacità di pensiero, riducano la loro attività fisica. Sono necessari ulteriori studi per determinare se l’aumento del movimento fisico è veramente benefico per il cervello”.

La maggiore limitazione dello studio è l’insufficienza dei dati disponibili. Siccome è stato condotto soltanto in persone di una certa età, è impossibile capire se l’attività fisica maggiore era presente anche nella loro fase giovanile e di conseguenza se essa ha influito a migliorare la loro memoria. Inoltre, lo studio non ha incluso il tipo di attività fisica; di conseguenza, è difficile determinare se una particolare attività sia più efficace di un’altra.

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