Ricette mediche, passo indietro: medici tornano liberi di prescrivere esami

Ricette mediche, passo indietro: medici tornano liberi di prescrivere esami Medicina   Il governo ci ha ripensato e ha ritenuto fosse opportuno fare retromarcia sul decreto appropriatezza, ovvero sulla misura che obbligava i medici curanti a prescrivere ai pazienti solo ed esclusivamente prestazioni “strettamente necessarie” affinché non incorressero in qualche sanzione.

Ciò significa che resta la possibilità di prescrivere esami e prestazioni sanitarie che non sono fondamentali, ma che il medico ritiene comunque utili per risalire alla determinazione della patologia. In questo modo viene anche meno la lista dei 203 esami che il governo aveva deciso di tagliare dal raggio di competenze dei medici e del Servizio Sanitario Nazionale, e di addossare alla tasca del paziente. Di quei 203 esami che inizialmente erano stati tolti dal campo d’azione dei medici di famiglia, ne sono praticamente rimasti soltanto 40.

La modifica al testo è stata richiesta a gran voce tanto dai medici quanto dai pazienti ed è ora arrivata in un Dpcm sui Livelli essenziali di assistenza. A farlo sapere è stato proprio il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che ha dichiarato: “I medici saranno nuovamente liberi di prescrivere tutto quello che ritengono necessario per la tutela della salute, ma pur sempre sulla base delle evidenze scientifiche”.

Se i medici avranno la possibilità di tornare a prescrivere tutto ciò che ritengono necessario per risalire alle origini di un dato malessere del paziente, dall’altra parte rimarrà ancora in vita un obbligo: quello di indicare sulla ricetta il sospetto diagnostico, così da accelerare i tempi di diagnosi e di cura.

A proposito di Livelli essenziali di assistenza, il ministro Lorenzin ha ricordato come quelli elaborati dal governo poggino su tre paletti: sull’aggiornamento delle prestazioni garantite, sui nuovi nomenclatori e sul Piano nazionale dei vaccini che include anti menigococco, anti pneumococco e anche l’estensione ai maschi dell’anti papillomavirus.

In questi giorni, tra l’altro, il governo ha anche provveduto a stilare il tanto atteso aggiornamento del Nomenclatore tariffario che era rimasto fermo ai primi anni 2000 con tecnologie assolutamente vecchie e anacronistiche a fronte dei bisogni e delle tecnologie di cui disponiamo nel 2016. Per il via libera al nuovo Nomenclatore si attende soltanto l’ok da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze che ne sta appunto valutando la sostenibilità economica.

Share