L’infibulazione sulla donna è un problema culturale?

L’infibulazione sulla donna è un problema culturale? News e curiosità

L’infibulazione è una pratica atavica e pericolosa per la salute delle donne che vi si sottopongono, dato che spesso l’operazione, altamente invasiva, viene fatta senza le dovute cautele chirurgiche: utilizzo di apparecchiature sterilizzate, rispetto delle routine professionali. Quasi come se si trattasse di un rito sacro, viene, il più delle volte, condotto non da personale medico ma da anziane del gruppo per preservare le tradizioni.

Spieghiamo meglio in cosa consiste tale pratica e per quale motivo lo si fa.

Perché l’infibulazione non è consentita per la legge

Un problema complicato che non attiene solo alla pericolosità della pratica, ma a questioni di radice culturale.

Anche volendo propugnare un punto di vista più libertario, è mai concepibile che la donna (vista secondo l’attributo sessuale, anziché il carattere sessuale) debba essere privata della sua integrità fisica, mettendo a rischio la sua vita per interventi poco dottrinari? E’ lecito rispondere che se la donna fosse consenziente, sarebbe ammissibile, ma non è così scontato. Infatti, l’infibulazione viene praticata su bambine, ancora prima dell’età della ragione.

Si tratta di una vera e propria mutilazione degli organi genitali della donna che comporta l’asportazione di parte delle labbra della vagina, nonché del clitoride e la conseguente sutura, al fine di permettere il minimo indispensabile (funzioni urinarie) e di fare in modo che con l’infibulazione sia impossibile per la donna adulta di provare piacere sessuale attraverso la masturbazione o un rapporto. I punti di sutura vengono eliminati dopo il matrimonio.

Non parliamo sempre di donne adulte, dato che le persone adulte, capaci di intendere e di volere, potrebbero avere una visione delle cose che noi non siamo tenuti ad accettare. Non vi è chi predica l’auto-mutilazione o il suicidio per motivi religiosi, di qualsiasi radice (anche pseudo-cattolica)? D’accordo che il nesso con l’infibulazione è latente ma questo discorso è criptico e vale e per l’infibulazione e per altre fenomenologie ancora non conosciute (ad es. alcune comunità impongono che si faccia crescere un cane dall’infanzia ed all’età di 18 anni sia stesso chi l’ha cresciuto ad ucciderlo come simbolo del passaggio all’età adulta). Umanamente parlando dovremmo fare tabula rasa, per quel che ci riguarda, di tanti usi e costumi.

Sinceramente, allorquando ci si pone in una dimensione filosofica e culturale, il confine tra ragione ed eresia è troppo flebile e possiamo intervenire con decisione solo quando vi è violenza.

L’infibulazione fatta in bambine ed in donne semicoscienti della loro condizione è violenza e va contrastata. Ma non si possono eliminare radici, usi e costumi. Come si fa? Semplice, in Italia è vietata e non senza ragione. E’ semplicemente illegale. Il conflitto tra cultura, comunità, credenze patriarcali non ci riguarda del tutto.

Share