Il disturbo bipolare

Il disturbo bipolare Malattie

Per disturbo bipolare si intende una particolare sindrome, trattata dalla psichiatria, che prevede l’alternanza ciclica di condizioni di depressione e situazioni di felicità, manifestati generalmente in maniera esagerata ed esasperata dall’individuo afflitto.
Tali stati di umore, infatti, si presentano di solito in maniera talmente violenta che chi ne è colpito può facilmente degenerare in situazioni di delirio più completo.
Fortunatamente, tra le patologie psichiatriche, il disturbo bipolare non è poi tanto diffuso: ne soffre solamente una percentuale di persone che oscilla tra lo 0,4% e l’1,5%.
Ci proponiamo allora, in questo articolo, di definire con quanta più precisione possibile in cosa consiste esattamente il disturbo bipolare, da quali fasi è di solito caratterizzato e quali possono rivelarsi le cure e le terapie più adeguate per riuscire a guarirne.

La fase depressiva del disturbo bipolare

Conosciuto fin dai tempi degli antichi greci e attribuito a personalità illustri quali Giacomo Leopardi, Vincent Van Gogh, Sylvia Plath, Napoleone Bonaparte, Friedrich Nietzsche, Ludwig Van Beethoven, Virginia Woolf e Robert Schumann, il disturbo bipolare consta essenzialmente dell’alternanza ciclica di due fasi del tutto opposte tra loro: la fase depressiva e la fase maniacale.
La fase depressiva del disturbo bipolare è generalmente caratterizzata da sintomi quali profonda stanchezza, spossatezza, apatia, catatonia, disturbi del sonno e dell’alimentazione (aumento o perdita dell’appetito), difficoltà di concentrazione, confusione, perdita della lucidità, difficoltà di linguaggio, problemi di memoria, pessimismo, scarsa stima di sé, inadeguatezza, forte emotività, desiderio di morire, tentativi di suicidio, deliri e allucinazioni.
In particolare, i deliri e le allucinazioni rappresentano la forma più seria della fase maniacale del disturbo bipolare, in quanto l’individuo afflitto può arrivare a pensare di aver fatto o aver visto cose in realtà inesistenti, e agire, rispetto ad esse, in maniera pericolosamente sconsiderata.
Le fasi depressive durano solitamente di più rispetto a quelle maniacali (tendono infatti a protrarsi da qualche settimana a qualche mese, mentre le seconde non durano in genere più di una settimana) e possono comparire gradualmente o in maniera del tutto improvvisa.

La fase maniacale del disturbo bipolare

Nella fase maniacale del disturbo bipolare, il paziente attraversa periodi completamente opposti a quelli incontrati nella frase depressiva. Egli si sente euforico, pieno di stima verso di sé, ottimista, energico, impulsivo, veloce nei gesti e nelle azioni, confuso e disorientato.
Anche per questa fase del disturbo bipolare sono previsti, ovviamente, deliri e allucinazioni, più o meno gravi a seconda dell’umore provato al momento.
Se nella fase depressiva il paziente tende generalmente a sentire voci o a vedere cose inusuali (come ad esempio la figura di Dio), nella fase maniacale l’individuo afflitto tende invece a pensare di poter volare, di essere molto ricco e di poter fare cose dettate di solito da una fortissima euforia.

Il trattamento del disturbo bipolare prevede in genere l’affiancamento di farmaci e di sedute di psicoterapia. In base alla gravità del disturbo, verranno prescritti farmaci come il diazepam, le benzodiazepine, il litio, l’acido valproico e la carbamazepina (questi ultimi di solito usati per le fasi più acute). Per la regolazione dell’autostima sono utilizzati anche lamotrigina e la gabapentina, mentre gli antidepressivi si assumono quasi esclusivamente nella fase depressiva.
Per quanto riguarda invece la psicoterapia, essa mira essenzialmente a identificare le cause del disturbo bipolare e a superare le difficoltà legate al decorso della malattia. In alcuni casi particolarmente gravi, può essere molto utile ricorrere infine all’elettroshock.

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