Cardiomiopatia ipertrofica

Cardiomiopatia ipertrofica: cos’è

La cardiomiopatia ipertrofica è una malattia cardiaca che colpisce un muscolo del cuore che si chiama miocardio. Si manifesta con un aumento consistente del volume muscolare e l’ingrossamento delle pareti del muscolo portano ad un malfunzionamento del cuore. Le cause primarie della cardiomiopatia ipertrofica è da ricercarsi a livello ereditario in quanto è un malattia a trasmissione genetica. Quando ci sono casi di cardiomiopatia ipertrofica, infatti, si procede quasi sempre con un’indagine familiare. Una delle caratteristiche della cardiomiopatia ipertrofica è il rigonfiamento non simmetrico del muscolo che è sintomo di una cardiomiopatia che non viene da un eccessivo sforzo atletico. I sintomi a cui porta la cardiomiopatia ipertrofica sono palpitazioni, affaticamento eccessivo anche con minimo sforzo, aritmia e dolori al petto. Nei casi più gravi può provocare anche infarti.

 

Cardiomiopatia ipertrofica Malattie

Cardiomiopatia ipertrofica: terapie

Uno dei passi più importanti per la cura della cardiomiopatia è la diagnosi della stessa in tempo breve. La cardiomiopatia ipertrofica si diagnostica con una visita cardiaca completa di ecografia cardiaca e elettrocardiogramma. Una volta diagnosticata la cardiomiopatia può essere curata con l’assunzione di farmaci che vanno a rilassare il muscolo cardiaco e prevengono l’ostruzione delle vie circolatorie. In caso di presenza di infiammazioni del muscolo è anche possibile che vengano prescritti al paziente dei farmaci antinfiammatori. Alcuni casi di cardiomiopatia ipertrofica sono di natura più grave o sono stati diagnosticati con ritardo e per questi casi è spesso indispensabile un intervento chirurgico con l’introduzione di un pacemaker. Quest’intervento chirurgico diventa indispensabile in caso di fibrillazione ventricolare e di grave e constante aritmia.

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