Avere un problema mentale è la normalità: lo dice la ricerca

Avere un problema mentale è la normalità: lo dice la ricerca Medicina

Su quasi 1.000 partecipanti a una ricerca scientifica condotta in Nuova Zelanda, basata su un campione di persone di età compresa tra gli 11 e i 38 anni, solo il 17% non ha mai avuto nella vita alcun tipo di problema mentale. Lo studio, pubblicato sulla rivista Journal of Abnormal Psychology, mostra come la stragrande maggioranza della popolazione riporti almeno un episodio di ansia, stress, abuso di sostanze stupefacenti o disturbi più gravi entro i primi 40 anni di vita.

Per la maggior parte delle persone il disturbo di cui si è sofferto è stato un disturbo passeggero, assolutamente equiparabile a una normalissima influenza di stagione, a una brutta frattura o ad una bronchite. Perché in effetti i problemi mentali sono molto più diffusi di quanto si possa pensare, e lo sono talmente tanto che in molti, oramai, li hanno vissuti o quanto meno considerati “poco rilevanti”.

A supporto di questo dato vi sono anche altri studi, in questo caso condotti in Svizzera e negli Stati Uniti, dai quali è emerso appunto che fino all’85% della popolazione ha provato almeno una volta nella vita un problema di natura mentale.

Questi dati di certo non tracciano il “quadro della felicità”, ma è anche vero che servono a rassicurare le persone che per qualsiasi motivo si ritrovano a vivere un qualche tipo di disagio psichico con molta frustrazione e con molta ansia. Alcuni hanno infatti la convinzione che un problema di questo tipo, avendo a che fare con la mente, sia troppo grande da affrontare. E invece no: spesso e volentieri il problema è meno grave di quello che ci si auto costruisce e per il quale ci si auto convince che “non ce la si farà”.

In fondo, il cervello è un organo come tutti gli altri e le malattie che lo riguardano vanno trattate esattamente come trattiamo le altre. Il che significa, nel suo specifico caso, che la psicoterapia accompagnata eventualmente da un supporto farmacologico, può fare la differenza. Anche molte discipline orientali, quindi agopuntura, Yoga, Reiki e così via sembra abbiano un ruolo attivo nel trattamento di determinati stati nervosi.

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