Tavor gocce: caratteristiche e cura

Tavor gocce: caratteristiche e cura Farmaco

Particolarmente indicato per curare l’ansia e la depressione, Tavor gocce è un farmaco a base di Lorazepam, dall’azione senza dubbio molto efficace e disponibile anche in compresse e compresse orosolubili.
Appartenendo alla categoria delle benzodiazepine, è consigliato per disturbi realmente molto gravi e fortemente limitanti.

Posologia e modalità di somministrazione di Tavor gocce

Tavor gocce si assume per via orale e la dose consigliata, che generalmente non viene somministrata che per un breve periodo (8-12 settimane circa), può essere definita solamente dal medico curante in base alle necessità del paziente.
In generale, i medici somministrano 20 gocce 2-3 volte al giorno o, nei casi più gravi, 50 gocce 3-4 volte al dì (dose consigliata alla sera, prima di andare a dormire).
A termine della cura, è preferibile sospendere l’uso di Tavor gocce in maniera graduale, in quanto la sua improvvisa interruzione può provocare problemi da astinenza o da rimbalzo.
Tavor gocce è impiegato altresì nella cura dell’insonnia. Anche in questo caso, si consiglia un trattamento di breve durata caratterizzato dall’assunzione di 20-40 gocce prima di addormentarsi.

Controindicazioni Tavor gocce

E’ bene cominciare la terapia di Tavor gocce assumendo sempre la dose minima consigliata. Il farmaco, infatti, presenta controindicazioni quali miastenia gravis, ipersensibilità al principio attivo, alle benzodiazepine o ad altri eccipienti, grave insufficienza respiratoria (le benzoadipine possono portare a depressione respiratoria potenzialmente fatale) o epatica, apnea notturna e glaucoma ad angolo stretto (fonte: torrinomedica.it).
Ancora, Tavor gocce può essere causa di gravi reazioni anafilattiche e anafilattoidi, di angioedema della lingua, della glottide o della laringe, di dispnea, ostruzione delle vie respiratorie grave, chiusura della gola, atassia, nausea e vomito.
Tavor gocce può causare infine dipendenza e non va somministrato in gravidanza e nei disturbi depressivi primari. Va fortemente evitato in soggetti farmacodipendenti.

 

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