Spuntini di mezzanotte: dannosi per la linea per il cervello

Spuntini di mezzanotte: dannosi per la linea per il cervello News e curiosità

Mangiare di notte fa davvero male alla linea, ma non solo: sgranocchiare il cibo poco prima di andare a dormire aumenta anche il rischio di soffrire di diabete e malattie cardiache. Ad affermarlo è uno studio condotto dai membri dell’Università della Pennsylvania, secondo i quali mangiare tardi aumenterebbe i livelli di glucosio e insulina, così come il colesterolo e i trigliceridi, aumentando le probabilità di finire nello spettro delle malattie cardiache.

Per arrivare a questa conclusione, gli esperti hanno chiesto a 9 adulti in salute di mangiare durante il giorno per due mesi, consumando 3 pasti e 2 snack al giorno, con orari compresi tra le 8 del mattino e le 19 della sera. Lo stesso gruppo ha poi dovuto cambiare le proprie abitudini alimentari consumando i tre pasti e i due spuntini non più entro le 19, ma entro le 23, e tenendo tale regime per altre 8 settimane.

Finito il periodo di test gli esperti hanno poi eseguito le analisi del caso ai vari partecipanti, e scoperto che quando i soggetti hanno mangiato la sera tardi hanno accumulato più chili rispetto a quelli presi nel periodo precedente (cioè nel periodo in cui mangiavano soltanto durante il giorno). Inoltre, l’aver mangiato tardi ha provocato non solo un aumento del peso corporeo, ma anche un incremento dell’insulina e del glucosio a digiuno, nonché i livelli di colesterolo e dei trigliceridi.

Tra l’altro una recente ricerca dell’Università della California ha dimostrato che assumere cibo durante gli orari in cui si dovrebbe dormire, cioè durante la sera tardi e la notte, potrebbe compromettere una buona funzionalità dell’ippocampo, parte del cervello che si occupa di moltissimi compiti, tra cui quello di formare i ricordi.

Gli esperti sono giunti a tale conclusione dopo aver monitorato dei topi a cui è stato somministrato del cibo sia negli orari del giorno sia negli orari della notte: dei test hanno dimostrato che i topi che avevano mangiato ad orari fuori dal comune risentivano di una proteina chiamata CREB, che costituisce il cuore dell’orologio biologico e la chiave che permette al cervello di formare i ricordi.

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