Sintomi del verme solitario

sintomi verme solitario Sintomi del verme solitario

 

Qualcuno avrà sicuramente sentito parlare almeno una volta del verme solitario. Non si tratta assolutamente di una leggenda, ma è un parassita che può vivere nell’intestino umano per molto tempo, inoltre può raggiungere anche una lunghezza piuttosto elevata, fino ad otto metri.

Che cos’è il verme solitario

Il verme solitario, detto scientificamente Tenia, è un’infezione che può avvenire tramite cibo contaminato, acqua non pura e carne cruda. I sintomi del verme solitario possono a volte essere confusi con un classico virus intestinale, ecco perché è necessaria una diagnosi ben accurata se non si ha intenzione di ritrovarsi con problemi più gravi. Il verme solitario è un ermafrodita, è in grado quindi di produrre diverse uova che contaminano l’intestino dell’uomo. Prima però di parlare dei sintomi del verme solitario, è bene comprendere come possa avvenire il contagio. Come detto è soprattutto la carne cruda ad essere la fonte principale di questo parassita, la spiegazione è alquanto semplice. La carne che mangiamo deriva da un animale che ha mangiato erbe o piante sulle quali erano depositate feci infette da verme solitario di un altro animale. Ecco che quindi il contagio avviene in maniera rapida, per evitare tale situazione è importante cuocere sempre bene la carne.

Sintomi del verme solitario

Tornando ai sintomi del verme solitario è chiaramente soprattutto l’intestino a destare qualche preoccupazione. Vi possono essere disturbi come nausea, vomito, diminuzione dell’appetito, stitichezza, diarrea, dolore ombelicale, dimagrimento. E’ però esaminando con attenzione le feci che si può capire come si trattino di sintomi del verme solitario e non dovute a un altro di batterio. Le feci si presentano con delle piccole strisce biancastre, sono le classiche uova che il verme solitario rilascia nell’intestino. Chiaramente la cura deve essere farmacologica, in poco tempo il parassita verrà espulso.

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