Salute degli italiani: dati in peggioramento su tutta la linea

Salute degli italiani: dati in peggioramento su tutta la linea Benessere

Il divario tra Nord e Sud Italia aumenta ulteriormente: nel Meridione, ed in particolare in Campania, si muore di più che nel resto d’Italia. Le aspettative di vita di chi vive al Sud sono penalizzate da un lato dalla scarsa disponibilità di servizi sanitari, e dall’altro da insufficienti politiche di prevenzione.

E quella che ne vien fuori è quindi un’Italia spaccata in due anche per quel che riguarda le aspettative di vita: nel 2015 l’italiano medio poteva ambire a una vita media di 82.3 anni, con un picco massimo di 83.5 anni nella provincia autonoma di Trento e con un picco minimo di 80.5 anni in Campania. La riduzione della mortalità negli ultimi 14 anni è stata del 27% al Nord, del 22% al Centro e del 20% nel Sud e Isole.

A peggiorare però non sono solo i dati riguardanti l’età media dei decessi, perché anche lo stato di salute è in progressivo peggioramento. Ad esempio, nel 2015 più di un terzo della popolazione adulta è risultata essere in sovrappeso. In totale il 45.1% degli italiani maggiorenni soffre di chili in eccesso, soprattutto nelle regioni del Sud. I bimbi di età compresa fra i 6 e i 17 anni in sovrappeso o obesi, invece, sono uno su quattro. E come se non bastasse, non aumenta il numero di chi fa sport: il numero degli italiani che praticano attività sportiva è stabile al 33.3%, pari cioè a 19.600.000 individui (i sedentari pertanto continuano a rappresentare il 39.9% della popolazione).

Si riduce anche la percentuale dei non consumatori di alcolici e aumentano le donne che fanno uso di alcol. E se l‘alcol è un fenomeno in crescita, la stessa cosa sembra riguardare il capitolo fumo: rispetto agli anni precedenti nei quali si era registrato un calo, nel 2015 la quota dei fumatori è rimasta stabile al 19.6% della popolazione, con punte di maggior criticità nelle fasce d’età 20-24 e 25-34 anni.

In aumento anche l’uso degli antidepressivi. Ogni 1000 abitanti si assumono 39.60 dosi giornaliere di antidepressivo. Questa tendenza potrebbe avere a che fare con un arricchimento della classe farmacologica di nuovi principi attivi impiegati anche per il controllo di disturbi psichiatrici non strettamente correlati alla depressione.

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