Rottura della cisti ovarica: origine e cura

Rottura della cisti ovarica: origine e cura Malattie

La cisti ovarica è una sorta di sacchetto pieno di liquido che si forma all’interno delle ovaie. Quando questo sacchetto si rompe fuoriesce un liquido che va a finire nella cavità pelvica dove, nella gran parte dei casi, viene riassorbito col passare del tempo. Questa è la dinamica tipica di una rottura della cisti ovarica, e proprio per via del fatto che tale condizione tende a curarsi con il tempo, di solito non dà luogo a grandi problemi di sorta.

Il problema della rottura della cisti nasce quando questa, anziché essere piena di liquido “innocuo”, è piena di sangue: in casi di questo genere la donna avverte un sanguinamento interno e tutta una serie di sintomi molto chiari. I sintomi della rottura della cisti ovarica consistono in primo luogo in un dolore assai forte localizzato nella zona addominale, e poi ancora in nausea, gonfiore e perdite di sangue. Praticamente si avvertono gli stessi fastidi tipici del ciclo, con la differenza che il ciclo mestruale è parte di un processo assolutamente fisiologico, mentre la rottura della cisti ovarica è un caso unico e ben più serio.

Già, perché oltre ai sintomi che abbiamo detto essere simili a quelli delle mestruazioni, può capitare che la rottura della cisti ovarica dia luogo anche a febbre e resistenza nei confronti degli antidolorifici. Se si verificano queste due condizioni, e contestualmente si avverte respiro accelerato, debolezza, pelle fredda e vertigini, allora c’è bisogno di ricorrere d’urgenza a un intervento medico.

Diciamo quindi che ci sono diverse cure per trattare questo tipo di fenomeno. Cure che chiaramente variano in base al tipo e alla dimensione della cisti, ma anche in relazione all’età del soggetto interessato e alla sintomatologia avvertita. Il primo step consiste di solito nel sorvegliare la cisti con ecografie periodiche; il secondo step consiste nell’assumere la pillola anticoncezionale che è in grado di ridurre la formazione di nuove cisti in vista dei prossimi cicli mestruali; mentre il terzo step si basa sulla rimozione chirurgica, ma solo nel caso in cui la cisti non sia di tipo funzionale e si presenti piuttosto grande e in continua crescita.

Share