Rischi amniocentesi, quali sono

Rischi amniocentesi, quali sono Esami

 

Esistono dei rischi amniocentesi? Bisogna dire che come in tutti gli esami fortemente invasivi possono subentrare delle complicazioni o degli errori che inevitabilmente possono creare dei problemi di salute. Prima però di inoltrarci nei casi dei rischi amniocentesi, è opportuno capire al meglio come funziona questo tipo di esame.

 

Che cos’è l’amniocentesi

L’amniocentesi viene effettuata tra la quindicesima e la diciannovesima settimana di gravidanza, è il classico esame prenatale che permette di poter scoprire se il feto è affetto da qualche particolare patologia genetica. Si parla però di rischi amniocentesi per il modo in cui tale esame è effettuato, in quanto è piuttosto invasivo. Esso avviene infatti con l’inserimento dell’ago di una siringa all’interno dell’addome della donna gravida, il tutto chiaramente viene monitorato attraverso un’ecografia, e poi si estrae del liquido amniotico che viene sottoposto ai vari esami. Bisogna poi attendere dalle due alle tre settimane per avere i risultati e solitamente nelle strutture ospedaliere pubbliche può essere effettuato gratuitamente alle donne di età superiore ai 35 anni.

 

Quali sono i rischi amniocentesi

Quali sono i rischi amniocentesi? Non è sicuramente piacevole sottoporsi ad una sorta di puntura addominale, l’ago tende ad essere molto più lungo rispetto a quello di una normale siringa e sicuramente le donne meno coraggiose non riusciranno a sopportare questo tipo di esame. Solitamente i rischi amniocentesi sono di tre tipi: aborto spontaneo, rischio di infezione del feto e errore nei risultati. Affidandosi ovviamente a strutture specializzate è alquanto difficile ritrovarsi a fare i conti con i rischi amniocentesi, negli anni insomma si è avvertita una percentuale assolutamente bassissima delle tre tipologie.

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