Resistenza, aumentarla con l’allenamento si può: ecco come!

Aumentare la resistenza significa mettere il corpo nelle condizioni di riuscire a sostenere un determinato sforzo nel tempo, senza che il livello della prestazione possa risentirne in qualche modo. Oltre ad abbracciare una dieta sana ed equilibrata, mantenere una buona idratazione e dormire bene la notte sono abitudini che vanno considerate indispensabili per chi vuol fare un buon allenamento.

In questo senso, la costanza dell’esercizio fisico è la chiave d’accesso per l’ottenimento di ottimi risultati: per iniziare a vedere qualche risultato tangibile, l’ideale è praticare sport di resistenza come nuoto, ciclismo, corsa e nuoto almeno tre volte a settimana e per un periodo non inferiore a 2/4 mesi. Per potenziare la resistenza è quindi fondamentale gettare le basi di un programma di allenamento e rispettarlo nel tempo, fissandosi degli obiettivi progressivi e graduali.

Naturalmente col passare del tempo si potranno via via aumentare l’intensità e la durata dell’esercizio, anche perché già dopo qualche prima sessione di allenamento il fisico sarà sicuramente più in forze e quindi capace di reggere un carico di lavoro maggiore.

In ogni caso è bene sapere che tutte le attività di cardio-training sono efficaci per potenziare le capacità di resistenza. Questo tipo di allenamento, infatti, richiede uno sforzo costante e prolungato, che rafforza il cuore e migliora la respirazione. Maggiore sarà la nostra capacità di far funzionare i polmoni, tanto migliore risulterà l’apporto di ossigeno verso i muscoli, che diverranno così più resistenti dinanzi allo sforzo. Ecco perché l’allenamento aerobico è importante: perché migliora la capacità di trasportare e utilizzare l’ossigeno per poi incrementare la resistenza generale dell’organismo.

Ma in cosa consiste questo allenamento aerobico o cardiofitness? Un allenamento classico si pone l’obiettivo di sopportare uno sforzo per un determinato periodo di tempo, mantenendo i battiti cardiaci all’interno di un determinato range temporale (compreso generalmente tra il 65 e il 90% della frequenza cardiaca massima teorica).

Per capire fino a quanto si può sforzare il cuore basta effettuare un semplice calcolo: prendiamo l’età del soggetto, per esempio 35 anni, e sottraiamo questo numero alla frequenza cardiaca massima che solitamente è pari a 220. Quindi 220 – 35 fa 185, cioè 185 battiti al minuto. Dovendo mantenere una frequenza compresa tra il 65 e il 90% bisognerà quindi allenarsi restando in un intervallo compreso tra i 120 e i 167 Bpm (numero comunque verificabile con l’aiuto di un cardiofrequenzimetro).

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