Onu lancia l’allarme: antibiotico-resistenza sarà uno “tsunami”

Onu lancia l'allarme: antibiotico-resistenza sarà uno "tsunami" Farmaco

L’antibiotico-resistenza rappresenta un tema molto discusso non solo in ambito medico-scientifico, ma anche presso grandi frange di opinione pubblica. Dopo il caso della paziente statunitense che risultava immune a qualsiasi tipo di antibiotico, la comunità medica è tornata a porre l’attenzione su questo tema che è sempre stato e sempre sarà assai delicato per quel che riguarda la tutela della salute umana.

A riaprire il dibattito sull’antibiotico-resistenza è stata il Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) Margaret Chan, nel corso dell’Assemblea generale che ha dato l’approvazione a un documento sottoscritto da 193 Paesi.

La stessa Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) sul suo sito web ha diffuso parecchie informazioni in merito all’antibiotico-resistenza, e ha anche provveduto a rendere pubblici i dati che testimoniano le gravi ripercussioni che possono nascere a seguito di questa condizione. L’Aifa ha segnalato che in alcune regioni africane si starebbe diffondendo un’epidemia di tifo multiresistente ai farmaci e che in ben 105 Paesi si sarebbero già registrati casi di tubercolosi resistenti ai farmaci; per non parlare di un altro dato se vogliamo ancora più spaventoso che parla di circa 200.000 neonati che ogni anno muoiono proprio a causa dei super batteri killer resistenti ad ogni tipo di intervento farmacologico.

Secondo una previsione del governo inglese, poi, se allo stato attuale si contano circa 700.000 persone nel mondo resistenti agli antibiotici, ci sarebbero buone ragioni per stimare che nel 2050 questo numero possa salire fino a raggiungere quota 10 milioni di casi.

Alla luce di tutto ciò, l’ONU ha sottoscritto un documento che prevede lo sviluppo di progetti nazionali volti a frenare l’uso degli antibiotici nel campo agricolo e concentrati al tempo stesso nello sviluppo di nuovi farmaci e nella formazione corretta del personale sanitario (che d’ora in avanti dovrà essere incoraggiato a prescrivere questi medicinali in maniera decisamente più cauta). Tuttavia c’è chi come Ramanan Laxminarayan, direttore generale del Center for Disease Dyanmics, Economics and Policy di Washington, ritiene che gli impegni assunti dai governi nazionali siano ancora troppo generici, troppo labili e troppo fallaci per poter assicurare risposte efficaci a questa vera emergenza.

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