La panleucopenia nel gatto o nel cane (effetti sull’uomo)

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Con il termine di panleucopenia nel gatto o nel cane, o più semplicemente con il nome di gastroenterite infettiva, si suole intendere una malattia virale molto grave ed aggressiva che il cucciolo contrae soprattutto nel caso qualora il suo sistema immunitario sia indebolito dall’assenza di un adeguato vaccino. Per la precisione, la panleucopenia nel gatto o nel cane si contrae se l’animale in questione entra in contatto con la saliva, le feci, il vomito o l’urina di un altro animale infetto o se ingerisce e inala del cibo contaminato. Ad essere aggredite, purtroppo, sono principalmente le cellule dell’intestino, le cellule del midollo osseo e i globuli bianchi, che vengono annientati e sopraffatti. Il periodo di incubazione della panleucopenia nel gatto o nel cane è di circa una settimana e interessa maggiormente gli animali di età inferiore ad un anno, causandone febbre, vomito, diarrea, inappetenza, tremori, perdita della coordinazione corporea e morte per disidratazione o sopraggiunte infezioni.
La terapia per la malattia virale sopra descritta non riesce a provvedere a una vera e propria cura: più che altro cerca di mantenere l’animale in vita fino a che esso non si sia liberato dal virus, ma le probabilità di sopravvivenza non sono molto elevate.
Per ovviare al problema della morte per panleucopenia nel gatto o nel cane, si dovrebbe provvedere a vaccinare l’animale già a partire dall’ottava settimana di vita (sempre se non si tratti di una gatta o di una cagna gravida), ma se esso ha già contratto il virus e ne è sopravvissuto ha sviluppato un’immunità definitiva.
A causa della sua altissima contagiosità, la panleucopenia nel gatto o nel cane è in grado di uccidere vastissime colonie di cuccioli. Pertanto, anche in virtù del fatto che il virus può rimanere attivo nell’ambiente per settimane, è bene provvedere al suddetto vaccino.

Le precauzioni in caso di panleucopenia nel gatto o nel cane

Qualora ci si trovi in presenza di panleucopenia nel gatto o nel cane, è bene disinfettare profondamente l’ambiente con una miscela di acqua e candeggina. Nulla, purtroppo, è in grado di uccidere il virus, ma tale diluente lo rende momentaneamente inattivo.
Se si ha più di un cucciolo in casa, ma non tutti hanno contratto la malattia, è bene mettere in pratica quante più norme igieniche possibili per evitare la diffusione.
Guanti e indumenti infetti possono trasportare il virus, per cui è bene che il padrone dell’animale o il veterinario si puliscano adeguatamente prima di toccare animali sani. Anche lettiere, ciotole e gabbie devono essere continuamente sterilizzate e, in caso di guarigione, è bene isolare il cucciolo per circa due mesi, fino a che cioè egli non avrà smesso di liberare il virus nell’ambiente.
Vaccinare però il vostro animale domestico dalla panleucopenia nel gatto o nel cane è davvero molto importante per assicurarne la sopravvivenza. Ricordiamo che tale vaccino può essere somministrato già a 8 settimane di vita e che prevede un richiamo dopo 4 settimane, un anno e tre anni (va poi ripetuto ogni tre anni).

Gli effetti sull’uomo della panleucopenia nel gatto o nel cane

Pur interessando entrambe le specie animali, la panleucopenia nel gatto o nel cane non è trasmissibile da una specie all’altra. Anche l’uomo, qualora sia entrato in contatto con un animale affetto da panleucopenia nel gatto o nel cane, deve stare assolutamente tranquillo. Il virus della gastroenterite infettiva, difatti, non è trasmissibile al genere umano.
Le precauzioni igieniche descritte in questo articolo sono applicabili solo qualora si sia in possesso di altri cuccioli, apparentemente sani.
Nel caso il vostro animale domestico manifesti quelli che sono i sintomi della panleucopenia nel gatto o nel cane, rivolgetevi subito al veterinario per le terapie di sostegno.

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