Demenza precoce, quando l’alcol aumenta i rischi

Demenza precoce, quando l'alcol aumenta i rischi Malattie   Bere alcol, soprattutto sin dall’età adolescenziale, aumenta il rischio di sviluppare la demenza precoce. E’ questo quanto emerso da uno studio condotto dal professor Peter Nordstrom della Umea University in Svezia. Più in particolare la ricerca in oggetto ha preso in esame 500.000 uomini che hanno sviluppato la demenza ancor prima dei 65 anni di età e rilevato come nella gran parte dei casi questa demenza precoce fosse proprio associata al consumo reiterato e prolungato di alcolici.

Sono 800.000 le persone che nel Regno Unito soffrono di demenza: 17.000 di questi l’hanno sviluppata prima dei 65 anni, mentre in alcuni casi questa condizione affligge persino coloro i quali non hanno neanche raggiunto i 40 anni di età. Ma quale ruolo ha l’alcol in questo fenomeno a dir poco curioso? Il ruolo giocato dall’alcol è sicuramente preponderante, perchè tra i fattori di rischio che possono portare alla demenza precoce, infatti, ci sono sì la depressione, l’ereditarietà, l’intossicazione da farmaci, le encefaliti croniche e l’Aids, ma appunto anche un sostenuto consumo di alcolici.

“Siamo ancora molto lontani dal sapere con precisione perchè alcune persone sviluppino la demenza ed altre no”, confessa Jess Smith, uno dei ricercatori impegnati nello studio dell’Alzheimer. “Tuttavia – continua Smith – ciò che questo studio dimostra ancora una volta, è che molti di quelli che noi consideriamo fattori di rischio, siano in realtà delle condizioni del tutto controllabili. Ad esempio le droghe, l’alcol e la depressione possono essere tenuti a bada da frequenti monitoraggi e anche dai farmaci. Questo, quindi, ci permetterà di ridurre la possibilità che la demenza senile possa venire contratta in giovane età”.

Alcol e demenza precoce: un legame molto stretto – In realtà quella sopracitata non è mica la prima ricerca che mette a nudo uno stretto legame tra alcol e demenza precoce. Sono infatti diversi anni che, secondo criteri diagnostici accreditati, viene dimostrato come un’assunzione prolungata e intensa di sostanze alcoliche possa esporre maggiormente al rischio di demenza senile. Nella gran parte dei casi la diagnosi di demenza da alcol viene formulata in età avanzata anche se il soggetto interessato ha mostrato chiari sintomi sin da quando era giovane, come ad esempio delle alterazioni cognitive, dei disturbi della memoria e dei disturbi della funzione esecutiva.

Quando un soggetto giovane mostra difficoltà nella soluzione di problemi (problem solving), nel memorizzare concetti che sono tipici del suo lavoro (working memory) e nel progettare e modificare il comportamento, è allora probabile che ci si trovi dinanzi a un caso di demenza senile. In questa fattispecie l’assunzione di alcol può essere dannosa anche quando risulta relativamente contenuta e sporadica, poiché finisce col compromettere ulteriormente un sistema nervoso centrale che è già piuttosto sensibile agli effetti della sostanza.

Persino gli adolescenti che consumano abitualmente alcol possono mostrare alterazioni della maturazione e della capacità di adattamento del cervello, con conseguenze che si protrarranno inevitabilmente sul lungo termine. Non a caso, nel sistema nervoso centrale dei ragazzi, l’alcol contribuisce a determinare alterazioni epigenetiche, ossia a dar luogo a cambiamenti nell’espressione dei geni dei neuroni scatenando, tra le altre cose, anche una sorta di dipendenza.

Demenza precoce, anche causa di fattori genetici – Tra i casi di demenza precoce è famosa la vicenda di James Rooth, un giovane 40enne del Connecticut a cui è stata diagnosticata la demenza senile ad appena 39 anni di età. Non appena James ha saputo di essere malato, la sua vita, così come quella dei suoi cari, è drasticamente cambiata. Il padre di James, Henry, non si dà pace su come una malattia del genere possa aver colpito suo figlio: “Il mio ragazzo ha sempre goduto di ottima salute, era un tipo sportivo e conduceva una vita sana”, confida.

Fatto sta che James, ora sottoposto ad una serie di trattamenti e di continui monitoraggi presso un centro specializzato in questo genere di disturbi, riesce ancora a tenere sotto controllo la malattia (che pare sia stata originata da fattori di tipo genetico, dato che anche la madre, quando era in vita, aveva a sua volta sofferto dello stesso male).

Come prevenire la demenza – Per prevenire la demenza ci sono almeno cinque accorgimenti che potremmo imparare a far nostri. Il primo è dato dall’esercizio fisico regolare, pertanto camminare con costanza è un ottimo metodo per rigenerare corpo e mente tenendosi sempre bene attivi. A dir poco utile è poi seguire una dieta mediterranea che sia ricca di frutta, verdura, pesce, olio d’oliva e noci e che al contempo sia povera di alcolici, di carne e latticini; mentre determinante è lo stare alla larga dal fumo, il quale riduce la quantità del sangue che raggiunge il cervello con tutta una serie di conseguenze a livello cerebrale.

Molto importante è poi gestire condizioni di salute come il diabete di tipo 2, la pressione alta ed eventuali altre patologie legate al sangue, mentre il quinto e ultimo consiglio consiste nel tenere sempre bene allenata la propria mente con esercizi di logica, con corsi di vario genere (come ad esempio quello per l’apprendimento di una nuova lingua), e così via.

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