Carbone vegetale: cos’è, proprietà e controindicazioni

Il carbone vegetale non è molto conosciuto, eppure per coloro i quali masticano omeopatia non si tratta affatto di una cosa nuova: d’altro canto parliamo di un vero e proprio protagonista della medicina alternativa, molto utilizzato per porre rimedio alle patologie più diverse, come ad esempio quelle riguardanti l’apparato gastrointestinale (vale a dire acidità, coliti, aerofagia, meteorismo, gonfiore addominale, diarrea e intossicazione da farmaci o da sostanze tossiche). Il carbone vegetale viene ottenuto prendendo alcuni tipi di legna come quelli di betulla, salice e tiglio; legni che dopo essere stati trattati a dovere vengono sottoposti a decomposizione termica in un ambiente del tutto privo di ossigeno: quel che ne viene fuori è una polvere di carbone che – a detta dei suoi fautori – vanterebbe delle straordinarie proprietà curative.

Proprietà del carbone vegetale

Sono molteplici le capacità insite nella polvere di carbone ed è per questo motivo che riteniamo opportuno analizzarle una ad una. Quali sono, quindi, le principali proprietà vantate da questa particolare sostanza?

Il compito senz’altro più importante di tutti è dato dalle sue potenzialità adsorbenti: il carbone vegetale riesce ad intrappolare all’interno dei suoi pori sia le molecole che gli atomi liberi. Questa particolarità gli consente di essere sfruttato per disintossicare l’organismo da tutto ciò che potrebbe averne alterato il normale equilibrio, come ad esempio l’assunzione reiterata di farmaci o di sostanze tossiche o ancor peggio di metalli dannosi. Il carbone vegetale agisce assorbendo i principi tossici di queste sostanze, ma proprio per via di questa sua potenzialità lavora altresì per catturare i gas che si sono insediati nell’intestino e che se non combattuti potrebbero dar vita a meteorismo, aerofagia e flatulenza.

Eppure ci sono altre proprietà insite nel carbone vegetale, come quella coadiuvante dei processi digestivi ad esempio! In questo senso il carbone diventa utile per via dei sali minerali basici contenuti al suo interno e che, a detta di diversi pareri di settore, sarebbero capaci di combattere fenomeni di acidità facendo sì che l’organismo possa tornare a godere del suo equilibrio acido-basico. E se la digestione viene di gran lunga favorita quando trattata col carbone vegetale, la stessa cosa la si può dire per quel che riguarda il colesterolo: il fatto stesso che il carbone sia capace di legarsi alle sostanze presenti nell’apparato gastrointestinale, gli permette di saper condurre una strenua e valida battaglia contro il colesterolo che ha preso piede all’interno dell’organismo. Il carbone, in sostanza, ha tutte le carte in regola per cui riuscire a favorirne l’eliminazione.

E’ perciò chiaro che da questi tre capisaldi su cui opera il carbone vegetale, la platea di patologie capaci di poter essere contrastate col suo utilizzo siano tante e non per forza simili tra loro: meteorismo e aerofagia, gonfiore addominale, reflusso gastroesofageo, colite e diarrea, acidità gastrica e intossicazione sono i fronti più rilevanti sui quali il carbone vegetale riverbera tutte le sue innate potenzialità.

Carbone vegetale: guida all’utilizzo

Fatta chiarezza sulle sue proprietà benefiche, vediamo ora come si può utilizzare il carbone vegetale nella vita di tutti i giorni. In primo luogo occorre chiarire che il suo principio può essere sfruttato sotto molteplici forme: in polvere (da sciogliere in acqua e assumere circa due ore prima dei pasti principali) o in compresse/capsule (da ingoiare poco prima dei pasti principali). Entrambi i metodi sono validi e ampiamente utilizzati da coloro i quali hanno deciso di dare fiducia al carbone vegetale, anche perchè a livello di indicazioni d’uso e di costo non differiscono poi molto.

Al di là del fatto che si scelga la polvere di carbone o che si prediligano le compresse, la posologia più adatta vuole che il carbone vegetale venga assunto per un ciclo non inferiore alle 2/3 settimane (ricordiamo che si tratta di un ciclo eventualmente ripetibile nel tempo qualora dovesse essercene bisogno). In termini di posologia si conviene inoltre su un’assunzione di 6 cucchiaini di polvere o di compresse al dì, anche se è chiaro che sia in termini di durata della trattamento, sia in quanto a corretta posologia, il consiglio di un erborista o di un farmacista è senz’altro da prediligere per far sì che ogni caso possa venir valutato a sé.

Carbone vegetale: controindicazioni ed effetti collaterali

Tuttavia non tutti gli individui traggono ampi benefici dal carbone vegetale, anzi, a volerla dire tutta alcuni di noi potrebbero rispondere con alcuni effetti collaterali in seguito al suo utilizzo. Parliamo però di casi ben specifici e di controindicazioni niente affatto pericolose. Più in particolare il carbone vegetale non viene di norma consigliato alle donne che stanno attraversando una fase di gravidanza o allattamento, né viene prescritto a bambini con età inferiore ai 12 anni; esclusi dal suo raggio di influenza ci sono anche quelle persone che soffrono di nausea, vomito, ostruzioni intestinali, sanguinamento del retto e dolore addominale di causa non ancora nota, poiché parliamo di sintomi che in alcuni casi potrebbero celare delle patologie anche piuttosto gravi.

Ma cosa accade quando anche una persona apparentemente “a norma” decide di utilizzare carbone vegetale per un prolungato periodo temporale? Un uso reiterato di questa sostanza può tutt’al più produrre feci scure e nere o scatenare effetti lassativi, poiché il carbone agisce proprio sull’equilibrio del sistema gastrointestinale. Inoltre degli effetti collaterali potrebbero aver luogo anche qualora il carbone dovesse essere assunto in concomitanza con determinati farmaci (tra i quali v’è il più eclatante caso della pillola anticoncezionale): in tal senso gli effetti collaterali potrebbero anche non essere gravi, quanto tutt’al più spingersi sull’inibizione degli effetti dei farmaci assunti (per questa ragione si consiglia di assumere farmaci e carbone ad una distanza di almeno 3 o 4 ore l’uno dall’altro).

Infine, alcuni diabetici lamentano che la presenza dello zucchero nel carbone vegetale aggraverebbe la loro condizione. Si tratta di una considerazione giusta ma in fin dei conti anche fine a sé stessa: in commercio esistono delle varianti di carbone vegetale prive di zucchero che, proprio in forza della loro specifica formula, si rendono adatte anche a coloro i quali soffrono di diabete o a quanti stanno seguendo una dieta dimagrante.

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