Cannabis, esperti intervengono alla Camera: “Legalizzatela”

Cannabis, esperti intervengono alla Camera: "Legalizzatela" News e curiosità

Sulla Cannabis, in Italia vige una sorta di “liberalizzazione di fatto” perchè il mercato è praticamente accessibile a chiunque voglia farne uso. La legalizzazione delle droghe leggere – che si sta discutendo alla Camera dei Deputati su iniziativa di un Intergruppo parlamentare che vede tra i suoi fondatori il sottosegretario Della Vedova – permetterebbe semmai di controllare il mercato, intervenendo cioè su ciò che fa male e su ciò che invece può non essere pericoloso per la salute.

Ad esempio legalizzare la cannabis permetterebbe ai consumatori di accedere solo a quella pura e pulita, e non come accade adesso “di doversi accontentare di una sostanza modificata con Thc alto”. Questo il succo di quanto detto da Carla Rossi, professoressa di statistica medica presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata nel corso di una audizione tenutasi a Montecitorio. “Comparando i dati italiani con quelli di altri paesi – ha rivelato la Rossi – si nota che più le leggi sono restrittive più la cannabis continua a venire utilizzata”.

In sostanza, il mercato illegale, esattamente come dimostrano i costi costanti, non è affatto stato fermato e non preclude a chi fa uso di droghe leggere di poter trovare ciò che vogliono con estrema facilità. Ad oggi, infatti, solo il 5% dell’intero mercato delle droghe viene effettivamente fermato dalle forze dell’ordine: per il resto si continua a navigare nella più completa illegalità e in un tasso di diffusione della cannabis che, nonostante il proibizionismo imperante, risulta essere tra i più elevati al mondo.

“Tra l’altro – ha aggiunto la professoressa – il grado di tossicità della marijuana è più basso di quello che potremmo trovare in alcol e tabacco“. Per cui “prosciugamento del mercato illegale, guadagno in termini di salute e anche risparmio di denaro: questo ciò che si potrebbe ottenere aprendo il mercato della cannabis con un intervento legislativo”, ha poi sottolineato Leopoldo Grosso, presidente onorario del Gruppo Abele. Anche secondo Grosso, “una liberalizzazione delle droghe leggere porterebbe diversi vantaggi per la salute perchè permetterebbe di capire ciò che si consuma, di avere un maggior controllo sugli effetti collaterali e di rintracciare il consumo problematico”.

Infine c’è in ballo anche l’arduo tema dei proventi: “Non facciamoci illusioni – ha avvertito a questo proposito Leopoldo Grosso – perchè possiamo solo sperare in un recupero di quanto abbiamo speso dall’esperienza proibizionistica”. Oltre ai benefici di cui sopra, insomma, una liberalizzazione (o meglio, legalizzazione) della cannabis si tradurrebbe anche in un maggior gettito fiscale per lo Stato con conseguente riduzione delle entrate a favore delle mafie che ad oggi detengono il monopolio di questo mercato.

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