Alzheimer, a 18 anni si può già capire il grado di rischio

Alzheimer, a 18 anni si può già capire il grado di rischio Malattie   Una sorta di “punteggio di rischio genetico” può definire quali persone sono maggiormente a rischio Alzheimer, e permette di prevederlo già molti anni prima rispetto alla normale comparsa della malattia. A rivelarlo è uno studio del Massachusetts General Hospital di Charlestown pubblicato sulla rivista Neurology.

Ad oggi si stima che siano circa 600.000 gli italiani malati di Alzheimer, anche se il loro numero pare essere in costante aumento e destinato a triplicare nei prossimo 30 anni. Pertanto è a dir poco indispensabile effettuare una diagnosi precoce, in maniera tale che intervenendo sui fattori di rischio si abbia la possibilità di prendere per tempo la malattia. Ed è proprio questo l’obiettivo che si prefigge la professoressa Elizabeth C. Mormino: identificare per tempo il rischio che si ha di sviluppare malattie neurodegenerative, e capirlo già all’età di 18 anni.

L’Alzheimer e la demenza senile compaiono in tarda età, ma i ricercatori guidati dalla dottoressa Mormino sono convinti che i processi che portano ad ammalarsi si scatenino molti e molti anni prima. Già, perchè l’Alzheimer, così come molte altre malattie che coinvolgono la sfera cerebrale, dipendono in senso stretto dalla genetica. Alcuni studi ad esempio, hanno già dimostrato che le persone con una forma del gene APOE (conosciuto come APOE e4) tendono ad avere un maggiore rischio di contrarre la malattia rispetto ad altre.

A questo proposito i ricercatori hanno realizzato un cosiddetto polygenic risk score, ossia un punteggio di rischio poligenico, e lo hanno utilizzato dapprima per tracciare lo stato di salute mentale di persone affette da demenza, e subito dopo lo hanno applicato a 1.322 individui sani di età compresa tra i 18 e i 35 anni.

Da questa raccolta dati è emerso appunto che il rischio di ammalarsi di Alzheimer lo si possa capire molti anni prima rispetto a quando la malattia si manifesterà, e persino a 18 anni pare ci sia modo di conoscere il grado di possibilità di ammalarsi di demenza. Un fattore fondamentale, questo, se non altro perché permetterà di limitare il più possibile le conseguenze della malattia.

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